Le associazioni ambientaliste incontrano i candidati sindaco a Casier: assente Carraretto

Lo sfidante di Simona Guardati non si sarebbe presentato a causa di altri impegni elettorali. Al centro del dibattito la biodiversità, la difesa del clima e la riqualificazione fluviale

Sì è svolto mercoledì sera il previsto incontro tra le associazioni ambientaliste del territorio e i candidati alla carica di sindaco del Comune di Casier, un incontro che, di fatto, ha assunto i contorni di una interrogazione a tutto tondo degli esperti del settore alla candidata della civica “Per Casier”, Simona Guardati, in ragione del rifiuto dell’altro sfidante, Renzo Carraretto a prendere parte al confronto, rifiuto motivato, secondo gli organizzatori, da altri impegni elettorali.

Alla delusione degli organizzatori per il forfait di Carraretto, il secondo dopo il mancato dibattito televisivo di martedì pomeriggio, si è unita la perplessità dell’altra candidata, Guardati, che in apertura ha commentato: «La considerazione di un candidato sindaco che dice di avere altri impegni quando quattro associazioni ambientaliste lo invitano è molto grave perché ci candidiamo a servire e a dare risposte». In cattedra, Roberto Rasera, del Comitato Ambiente Treviso-Casier, l’architetto Umberto Zandigiacomi di Italia Nostra Treviso e Giuliano Carturan, della sezione casierese del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio. A margine della serata, al Centro Famiglie di Casier, Carturan, ha tirato le somme dell’incontro pubblico: «Le domande non erano facili: le cariche politiche difficilmente mostrano di possedere una vera vocazione ambientalista, che vada oltre concetti ormai obsoleti e tuttavia proprio per questo ci sembra corretto evidenziare la competenza della candidata e la sua sensibilità sui temi della biodiversità, della difesa del clima, del recupero di suolo, della riqualificazione fluviale. Sul piano strutturale promuoviamo i punti del programma relativi alla realizzazione o al completamento di diverse piste ciclabili a favore della mobilità sostenibile ed al Museo del Sile, per il quale riteniamo valida l’idea di fruire di locali già nella disponibilità del Comune».

Il territorio di Casier, come emerso dall’analisi di Zandigiacomi, è strategico per quanto riguarda la gestione ambientale e la promozione di una green economy legata al turismo ecosostenibile. Trovandosi a valle del capoluogo ne eredità suo malgrado parte dell'impatto ambientale. Vi sono criticità legate al ciclo dell'acqua, a partire dalla situazione ecologica del Sile e degli affluenti casieresi, fino alla contaminazione delle falde e dell'aria, con diversi sforamenti delle soglie di PM10. Molto apprezzato il progetto del Bosco del Dosson, l’idea di un polmone verde per tutta la cittadina che, secondo quanto riportato da Guardati, non necessiterebbe di manutenzione alcuna data la selezione, sin dalla fase di progettazione, di piante tipicamente boschive per le quali non occorrerebbero sfalci né potature.

Soddisfazione anche sulle proposte sul tema Terraglio Est, ancorché non sia mancato un puntuale invito alla cautela nel trattare un tema tanto controverso: «Abbiamo avuto modo di constatare la preparazione della candidata sulla questione spinosa del Terraglio Est, una risposta davvero articolata che percorre nei dettagli la genesi e il futuro di un progetto per il quale chiedevamo un’attenzione all’ecosostenibilità e sul quale come associazioni non mancheremo di vegliare, in particolare con riguardo alle promesse opere di mitigazione dell’impatto ambientale». Nelle parole degli organizzatori, l’auspicio di poter discutere e valutare anche l’impatto ambientale delle proposte dell’altro sfidante, sebbene, ad oggi, esaurite le occasioni di confronto, non sarebbero pervenute richieste di incontri.

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