Autonomia del Veneto: a Roncade un confronto tra Nord e Sud

Sabato 14 settembre alle ore 9.30 presso l’azienda ‘47 Anno Domini’ di Roncade, l'associazione Veneto Vivo ha organizzato un importante confronto sui temi dell'autonomia

«Non si esce dallo stallo in cui verte la trattativa sull'autonomia differenziata continuando nello scontro ideologico. Questa è non una bandiera della Lega, i quasi 2,5 milioni di veneti votanti al referendum lo hanno dimostrato. E non è una guerra Nord e Sud, come dimostreremo sabato prossimo nel convegno organizzato da Veneto Vivo a Roncade. Nessuna secessione dei ricchi, insomma, ma l’attuazione di quanto previsto dalla Costituzione».

A dichiararlo è Simonetta Rubinato, già parlamentare del Partito Democratico e oggi presidente dell’associazione che organizza un incontro-confronto sabato 14 settembre alle ore 9.30 presso l’azienda ‘47 Anno Domini’ a Roncade. Il titolo dell’incontro è “Autonomia: Nord contro Sud, Sud contro Nord?”. A confrontarsi saranno Emanuele Felice, storico, economista, autore di apprezzati testi sulle cause del divario tra Nord e Sud del Paese, oltre che di numerosi interventi sui quotidiani nazionali in cui ha manifestato le sue perplessità sul processo avviato dalle Regioni di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna; Giancarlo Corò, docente di economia dello sviluppo ed economia dei sistemi di Impresa all’Università Ca’ Foscari di Venezia e responsabile scientifico dell’Osservatorio economico della Fondazione Nord Est, favorevole al progetto di attuazione dell’autonomia differenziata; Dario Stevanato, professore ordinario di Diritto tributario all’Università di Trieste e componente della delegazione trattante sull’autonomia differenziata per la Regione Veneto e Luigi Iacono, già segretario generale sia in Comuni del Sud che in Comuni del Veneto.

«L’incontro – spiega Simonetta Rubinato - vuole essere un’occasione per approfondire le cause del sottosviluppo di una parte rilevante del Paese e i timori che in essa genera la richiesta di maggiore autonomia delle Regioni considerate le più produttive e ricche di opportunità, ma anche l’occasione per spiegare come l’istanza maggioritaria di autogoverno della società veneta vada considerata in chiave di piena attuazione dei principi di prossimità e sussidiarietà. Deve maturare la consapevolezza che valorizzare le capacità di ciascun territorio è la strada che può rafforzare la coesione nazionale sulla base di un nuovo patto di reciproca solidarietà e responsabilità tra le Comunità per lo sviluppo del loro territorio e del Paese».

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