Conti pubblici, Baratto: «Non c'è nulla da festeggiare, Governo ostile alle imprese»

Il parlamentare di Forza Italia ha commentato con parole molto dure l'annuncio del Governo relativo all'uscita dalla recessione nel primo trimestre del nuovo anno

In foto: Raffaele Baratto (Immagine d'archivio)

Dati economici in lieve ripresa nel primo trimestre del 2019, accolti con dichiarazioni entusiastiche dal Governo e specialmente dal Ministro Di Maio. Ma i dati diffusi oggi non sono accolti con altrettanto ottimismo dall'opposizione.

Ad intervenire è Raffaele Baratto, parlamentare di Forza Italia e membro della Commissione Finanze «i dati diffusi testimoniano la resilienza del nostro sistema industriale che non si lascia scoraggiare dalla crisi e da un Governo che nulla ha fatto per le imprese" attacca Baratto "rimane forte la preoccupazione per una politica economica" spiega il parlamentare azzurro "che non incentiva le imprese, crea un esorbitante debito pubblico e non fa ripartire i consumi. Finora - continua - abbiamo solo sentito parlare di misure a favore delle imprese. Le principali misure economiche del Governo sono state tratte dal programma 5 stelle. Di taglio delle tasse e aiuti concreti alle imprese, nemmeno l'ombra, e l'autonomia del Veneto, rimane una chimera. A questo territorio e alle categorie che lo rappresentano sono state fatte troppe promesse non mantenute. Un misero +0,2% - riflette Baratto  - non ci toglie dalla situazione critica in cui si trova la nostra economia in termini strutturali. L'area euro cresce ad un tasso doppio +0,4%, mentre paesi a noi affini come la Spagna registrano crescite di 4 volte superiori (+0,8% Spagna). Rimane forte il problema dell'emigrazione dei nostri talenti all'estero, se è vero come è vero che nei nostri ospedali siamo costretti ad assumere medici stranieri - Baratto continua - questa crescita verrà presto frenata dalla spada di Damocle evocata anche dal Ministro Tria: un aumento dell'Iva che sembra oramai inevitabile e che penalizzerà consumi e la parte produttiva del paese - e conclude - serve con urgenza un drastico taglio delle tasse che concretamente dia ossigeno alle imprese, intrappolate da una politica economia fallimentare».

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