La parlamentare Benedetti : “La Giornata mondiale dei diritti umani per ricordarsi di chi quei diritti non li ha”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

“Nella giornata mondiale per i diritti umani un pensiero vada a chi quei diritti non li ha ancora”. Questo afferma la deputata Benedetti Silvia riguardo la ricorrenza del 10 dicembre. “A 70 anni esatti dalla proclamazione da parte delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, la quale afferma che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza'', in circa la metà del pianeta tali diritti non sono difesi o sono negati. Si tratta di un fatto sconcertante nel 2018 e spesso causato dall’ottusità della politica. Prendiamo ad esempio il “Global Compact for migration ”, il patto sull’immigrazione firmato da oltre 190 paesi ma che in Italia è visto negativamente. Il Governo si nasconde dietro un formalmente doveroso passaggio nel Parlamento dove la maggioranza potrà bocciarne l’adesione. Nel patto si chiede “il riconoscimento e l’incoraggiamento degli apporti positivi dei migranti e dei rifugiati allo sviluppo sociale”, ovviamente agli antipodi di un esecutivo che non vuole l’integrazione e che con il DL Sicurezza ha creato volutamente migliaia di clandestini che si riverseranno per le nostre strade. L'unico progetto che vedo è quello di aumentare le paure dei cittadini per poter continuare a parlare dell'immigrazione come un problema e non come una risorsa". “La mancata adesione sarebbe un errore marchiano, in quanto le migrazioni che oggi sono causate da povertà e guerra potrebbero un domani subire un’impennata a causa dello stravolgimento climatico globale e coinvolgere anche la nostra popolazione. Essa costituirebbe anche l’ennesima riprova che questa maggioranza vuole riportarci nel Medioevo ”, termina Benedetti.

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