Via Bindoni, "Da anni denunciamo il ghetto creato dalle amministrazioni Gentilini-Gobbo"

"Ci siamo sempre battuti quando eravamo all’opposizione delle precedenti giunte leghiste ed eravamo facili profeti nel sostenere che queste concentrazioni avrebbero finito per determinare problemi"

Con piacere notiamo che il Sindaco conferma quello che abbiamo sostenuto per anni in opposizione all’operato delle giunte Gentilini e Gobbo: “Ci sono piccole zone della città che di fatto sono sotto l’egemonia di Rom e Sinti” e prosegue: “E visto che ormai sta nascendo un problema di ordine pubblico, valuteremo assieme alla Prefettura e alla Questura un piano di spostamenti e trasferimenti, a questo punto necessari”:

Le affermazioni del Sindaco si prestano ad alcune considerazioni.

1) Il “concentramento” di famiglie Rom e Sinti in via Bindoni e in altre zone della città non è dovuto al “destino” cinico e baro ma a precise scelte delle giunte Gentilini e Gobbo e dell’ATER che hanno deciso di assegnare gli alloggi popolari a queste famiglie non distribuendoli nel territorio comunale ma, appunto, concentrandoli in pochi luoghi. Questa è la scelta che ha determinato la nascita dei cosiddetti “ghetti” con il corollario  di tensioni tra etnie diverse e ci pare che all’epoca vi fosse la volontà deliberata di creare delle zone ad “alta densità” di Rom e Sinti, quasi per circoscrivere il “problema” a poche zone della città.

2) Contro questa decisione reiterata nel tempo ci siamo sempre battuti quando eravamo all’opposizione delle precedenti giunte leghiste ed eravamo facili profeti nel sostenere che queste concentrazioni avrebbero finito per determinare problemi.

3) Anche recentemente (nel programma elettorale di Coalizione Civica per Treviso e nelle osservazioni al Piano degli Interventi) abbiamo proposto che gli alloggi popolari vengano realizzati in tutti i quartieri della città, compreso il centro storico, e non solo in alcune zone. Speriamo che il Sindaco prenda in considerazione queste proposte perché ci sembra che evitino il ricrearsi di situazioni analoghe a quella di via Bindoni.

4) Il Sindaco tenga presente, infine, che i problemi di natura sociale si affrontano, prima che con gli strumenti di polizia, appunto con gli interventi di tipo sociale e che, quindi, le assistenti sociali, con ongi probabilità, possono molto più dei poliziotti. Anche su questo fronte (rafforzamento degli operatori di strada, interventi sociali più adeguati) le nostre proposte sono state e continuano ad essere molto chiare e concrete.

In buona sostanza, prima che con queste sue “ronde della propaganda” il Sindaco farebbe bene ad affrontare i problemi di disagio sociale con gli strumenti della pianificazione urbanistica e degli interventi del settore sociale del Comune. Ci rendiamo contro, però, che questi interventi sono più complessi e molto meno efficaci dal punto di vista propagandistico degli annunci ad effetto che, tra l’altro, non costano niente. Dal Sindaco di una città ci aspettiamo che intervenga per affrontare i problemi in modo organico non che si distingua per le "ronde propagandistiche" in linea con le parole d'ordine contro imigranti e i Rom che tanto spazio hanno nei post e nei tweet del segretario nazionale del suo partito.

Coalizione Civica per Treviso

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