Ca' Sugana paga le bollette al Centro Sociale Django, Acampora: "E' una vergogna"

Il consigliere trevigiano Davide Acampora (Fratelli d'Italia): "1700€ al centro sociale perché porta voti e solo 500€ alla tradizionale Festa dell'Uva, è inammissibile"

TREVISO "Che il Comune concedesse spazi e sovvenzioni al centro sociale Django di via Monterumici come ricompensa per un voto di scambio era cosa ben nota a tutti, come anche il fatto che Manildo sia riuscito a legalizzare una situazione di occupazione abusiva solo grazie alla "storiella" della "progettazione partecipata". Né è convinto Davide Acampora, Consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Palazzo dei Trecento che infierisce contro l'Amministrazione comunale dopo le dichiarazioni di Luigi Calesso apparse in questi giorni sulla stampa, il quale ha ammesso chiaramente finanziamenti all'ex caserma Piave per pagare le utenze di luce ad acqua.

"Anzitutto è assurdo che una dichiarazione di tale portata sia stata fatta da una persona esterna al Comune e priva di qualsiasi carica pubblica, piuttosto che da un rappresentante della Giunta", ha chiarito Acampora, "inoltre è ignobile e vergognoso che l'Amministrazione comunale di Treviso si sia fatta carico nel 2015 di ben 1700,00 € per pagare le utenze di un centro sociale, mentre abbia riconosciuto soltanto un contributo di € 500,00 alla Pro Loco di Sant'Angelo per la tradizionale Festa dell'Uva tenutasi lo scorso settembre", ha commentato l'esponete di Fratelli d'Italia, "Una mostra ortofrutticola che ci invidia tutta la provincia con più di quarant'anni di storia, che grazie alla tenacia ed ai sacrifici degli organizzatori ci regala ogni anno emozioni, promuovendo gli usi-costumi e tradizioni della nostra terra".

Secondo Acampora, le "briciole" concesse alla Pro Loco di Sant'Angelo sono solo la punta di un iceberg di molte situazioni dove è evidente la volontà della Giunta Manildo di aiutare solo chi può essergli riconoscente. "Moltissime associazioni senza scopo di lucro, infatti, hanno dei bilanci barcollanti e se non fosse per il sacrificio e l'autofinanziamento di poche persone sarebbero sicuramente costrette a chiudere i battenti. Di certo non sopravvivono grazie ai "contentini" concessi dalla Giunta la quale ogni qualvolta gli si vada a chiedere un contributo sostiene sempre che "non ci sono soldi". Giusto per dare qualche cifra, la spesa media che deve sostenere una Pro Loco di quartiere è pari a circa 2200 € di utenze/anno, per non parlare di IMU e tassa di Contarina (circa 950€). Immaginiamo quindi quali benefici potrebbero esserci se alle Associazioni cittadine venissero pagate le utenze di luce e acqua: avrebbero a disposizioni molte più risorse per organizzare eventi culturali, feste per gli anziani e iniziative nei quartieri periferici. Mentre il Django cosa organizza? Forse qualche concerto senza rispettare le norme sulla sicurezza con una biosteria abusiva. Voto di scambio...", ha concluso Acampora.

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