Calesso contro il Comune: "Ma è possibile ridurre così un’opera d’arte?"

L'esponente politico della sinistra trevigiana polemizza con l'amministrazione comunale di Treviso per aver addobbato con delle luci natalizie la palla di Benetton in via Roma

Luigi Calesso torna all'attacco dell'attuale amministrazione comunale, stavolta per una scelta legata al periodo del Natale in città: "Negli ultimi anni l’amministrazione Manildo (e ne va dato merito agli assessori Franchin e Michielan) era riuscita a evitare l’obbrobrio della scultura di Toni Benetton in via Roma (la 'sfera' che accoglie chi entra in città) coperta di palline luminose. L’amministrazione aveva sostituito il 'pacchiano natalizio' con una molto più sobria illuminazione della 'sfera', luci che avevano anche il vantaggio di poter essere utilizzate per valorizzare l’opera durante tutto l’anno e non solo durante le festività natalizie".

"Il ritorno della Lega al potere in città coincide anche con il ritorno della scultura di Toni Benetton ricoperta di palline da albero di Natale! - dichiara Calesso -E’ immaginabile, infatti, che le palline non siano state stese a ricoprire la 'sfera' senza l’autorizzazione dell’amministrazione comunale. Viene da chiedersi come sia possibile tornare a trattare in questo modo un’opera d’arte che dà prestigio alla città e meriterebbe ben altro trattamento che quello di fare da 'decorazione natalizia'. In quale altra città moderna, consapevole del valore delle opere d’arte si permetterebbe un simile 'intervento' che piega le ragioni dell’arte a quelle del 'kitsch natalizio'?"

"Siamo di fronte al saldo di un altro debito elettorale o alla volontà di segnare un altro 'ritorno al passato', oltre a quelli che la città ha già visto in questi mesi (dalla riduzione delle ZTL all’aumento delle dimensioni consentite per i panevin, dall’annunciata eliminazione della 'cittadinanza civica' per i figli di genitori stranieri agli attacchi al Django…). Che la spiegazione sia la prima o la seconda poco cambia: siamo di fronte a un’amministrazione che si barcamena tra tributi ai propri sostenitori elettorali e alle precedenti giunte dello stesso segno politico nel tentativo di nascondere la propria inconsistenza. Tra luminarie natalizie e attacchi al Django la città e i cittadini possono continuare ad attendere le risposte che non arrivano sui problemi sociali, sulle questioni urbanistiche, sulla tutela della salute e dell’ambiente" conclude Calesso.

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