Cani avvelenati lungo il Piave: «La Regione fermi questa strage»

L'intergruppo per il benessere e la conservazione della natura e degli animali interviene sui recenti casi di avvelenamento di animali e si appella alla Regione: «Faccia rispettare la legge»

«Anche la Giunta Zaia faccia la propria parte per far rispettare la legge e metter fine alla strage di cani e altri animali lungo il greto del Piave, uccisi con esche e bocconi avvelenati».

La richiesta è dei consiglieri dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione della natura e degli animali Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon (PD), Patrizia Bartelle (IiC) e Cristina Guarda (CpV) che hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata. «Caccia e fauna selvatica rientrano tra le funzioni della Regione, che ha il dovere di intervenire per fermare non solo lungo il Piave, ma in tutto il territorio veneto, questi atti criminali; ogni anno se ne contano a centinaia. In passato le esche avvelenate erano consentite dalla legge sulla caccia per uccidere volpi, lupi e tassi, considerati animali nocivi. Evidentemente c’è chi non ha perso la cattiva abitudine, nonostante sia sanzionata penalmente - aggiungono i quattro consiglieri dell’Intergruppo - A Spresiano gli abitanti, con il sostegno dell’Enpa di Treviso hanno raccolto in pochi giorni oltre mille firme per chiedere al Comune e alla Provincia di Treviso una costante vigilanza, anche con fototrappole e bonifica periodica, ricordando il drammatico episodio di Petra, una meticcia di quattro anni morta per aver ingerito un boccone avvelenato in località Palazzon. Si tratta di una pratica che comporta l’uccisione non solo di animali domestici e d’affezione, il vero obiettivo infatti è la fauna selvatica; volpi, tassi, gabbiani e poiane ammazzati a migliaia. Lo scorso anno, il 25 giugno, un’ordinanza ministeriale evidenziava ‘la necessità e urgenza di confermare misure di salvaguardia e prevenzione ai fini del controllo e monitoraggio del predetto fenomeno’ proprio in riferimento all'avvelenamento di animali con esche e bocconi. Comportamenti proibiti e sanzionati penalmente dalla Legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica agli articoli 21 e 30 sia dal Codice penale agli articoli 544-bis e 544-ter”. 

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