Commemorazione alla foiba di Bus de la Lum: «Dopo 74 anni lasciateci in pace»

La lettera aperta di Christian Zamperoni, Rsi, Continuità Ideale Treviso

La foiba di Bus de la Lum

Siamo alle solite... Ogni anno la stessa storia. Noi onoriamo i morti infoibati al Bus de la lum, facciamo dire una messa e portiamo dei fiori sul ciglio della foiba ed ecco che qualcuno deve per forza creare la polemica. Dopo 74 anni lasciateci in pace e lasciate in pace quei corpi straziati ai quali avete tolto la vita.  Come al solito l'ANPI deve dire la sua in nome dei valori della libertà... Quale libertà, quale resistenza?

La libertà di aver infoibato uomini e anche donne incinta? La libertà di vantarsi sui loro libri delle uccisioni e poi dire che il numero dei loro assasinii é un'invenzione? Raccontino alla gente di Nella De Pieri, raccontino dei partigiani bolognesi mandati su in Cansiglio, raccontino della Cartiera Burgo, raccontino la verità sulla liberazione, soprattutto della liberazione di Vittorio Veneto, cosí che la gente sappia cosa hanno fatto e del mito che si sono inventati.

Perché non hanno condannato le lapidi distrutte e buttate nella foiba. Potevano stare zitti ma hanno perso anche quest'occasione. Cosí come qualche giornale che ha mandato il fotografo di nascosto per immortalare il nostro presente agli infoibati. Perché non mettere le foto della messa, delle diverse corone e mazzi di fiori depositati sotto la croce di ferro? No, dovevano sbattere in prima pagina il nostro presente cercando di svilire la sacralità della commemorazione. A noi dispiace che si voglia a tutti i costi creare la polemica, non siamo noi a volerlo, ma un dato é certo, di anno in anno sono sempre di piú le persone, i gruppi, i movimenti e le associazioni d'arma che vengono a pregare sulla foiba e, ricordatevi che la verità viene sempre a galla.

Christian Zamperoni, Rsi, Continuità Ideale Treviso

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