Maxi polo logistico Amazon a Casale, presentata interrogazione parlamentare

L’onorevole Chiara Braga (PD) chiede al ministro dell’Ambiente di chiarire se il progetto sia compatibile con le norme nazionali per la tutela dal dissesto idrogeologico e di sicurezza idraulica

L'App di Amazon

L’onorevole Chiara Braga, deputata e responsabile nazionale Sostenibilità e Agenda 2030 del Pd, ha presentato un’interrogazione all’VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati sulla vicenda del nuovo polo logistico di Casale sul Sile. Nel testo chiede al ministro dell’Ambiente di chiarire se il progetto sia compatibile con le norme nazionali per la tutela dal dissesto idrogeologico e di sicurezza idraulica e se sia o meno in contrasto con la legge regionale per il contenimento del consumo del suolo.

«Con il Coronavirus il mondo è cambiato e la ripartenza ci impone di guardare al futuro in maniera diversa e innovativa – afferma Braga -. Puntare su nuovo consumo di suolo senza prima privilegiare rigenerazione e riuso degli spazi vuoti e abbandonati, spesso usati per attività criminali nel ciclo dei rifiuti, non è solo una idea vecchia ma pone seri interrogativi sulla necessità di una vera cura del territorio dal dissesto idrogeologico così come dei diritti delle persone e dell’ambiente».

«Quello che si sta pensando di fare a Casale sul Sile è l’esatto contrario di come deve essere pensata la ripresa - interviene Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Pd a Treviso -. Ci aspettano mesi molto difficili, se l’idea è quella di ripartire come prima, con mega-progetti che sprecano suolo e con attività che generano lavoro precario e pregiudicano le iniziative economiche di prossimità, come il piccolo commercio, allora è bene che si sappia che noi non ci stiamo e faremo il possibile perché ciò non succeda. Lavoreremo in queste settimane con le associazioni di categoria, le forze sindacali, comitati e i gruppi di cittadini per organizzare una vasta mobilitazione che vada anche fuori dai confini della nostra provincia».  

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«Nei tempi che verranno nuove possibilità di lavoro, se onesto e soprattutto con diritti per i lavoratori e rispetto dell’ambiente, sono benvenute - chiude Matteo Favero, responsabile Ambiente e Agricoltura provinciale del Pd -. La domanda è: ci sono nella provincia di Treviso, e meglio in quel quadrante a sud del capoluogo provinciale, altri spazi da rigenerare e riutilizzare? Credo proprio di sì».

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