Cittadinanza onoraria a tutti i bambini nati in Italia, è bufera

Di fronte alla proposta del Comune di Treviso di dare la cittadinanza onoraria agli stranieri si scatenano le prime polemiche in città

Foto Luciano Vettorato

Cittadinanza onoraria a tutti i bambini stranieri residenti in Italia? Potrebbe essere, secondo il Comune di Treviso, che nei giorni scorsi ha ricevuto il giuramento sulla Costituzione da parte di un 48enne senegalese residente in provincia da 26 anni (LEGGI). Stando a quanto appreso dalla Tribuna di Treviso, l’assessore Anna Caterina Cabino si dice fermamente convinta sul perseguire la politica dello ius soli. “La cittadinanza onoraria non avrebbe di per sé un valore reale – spiega l’assessore – ma rappresenterebbe un segnale politico sull’onda delle proposte fatte dal ministro per l’Itegrazione Cècile Kyenge.

“Mi piacerebbe che fosse proprio il ministro a consegnare i riconoscimenti – continua Cabino – la cittadinanza onoraria è un modo per farli sentire parte della nostra comunità”. E la proposta del Comune ha sin da subito scatenato le polemiche tra gli ex amministratori leghisti: “Fanno solo demagogia”, attaccano. Tra le accuse arriva anche quella dell’assessore regionale del Pdl Remo Sernagiotto: “Qui non siamo in America o in Australia dove c’era un territorio ma non un popolo, siamo già in troppi. Questa idea non la condivido soprattutto viste le ultime tragedie che si sono consumate in Sicilia”.

La cittadinanza onoraria sta scaldando gli animi a Treviso, anche quelli di Forza Nuova: “Di fronte alla latitanza totale da parte delle minoranze in consiglio scenderemo in piazza e costringeremo l’amministrazione a una retromarcia”, si legge in una nota. Gli estremisti annunciano una mobilitazione: “La giunta dimostra di preoccuparsi solo di chi è ospite in questa terra, lasciando al loro triste destino i trevigiani. Se verrà perseguita questa strada, noi risponderemo chiedendo la cittadinanza onoraria per gli anziani con la pensione minima, per gli imprenditori che si impiccano, per le madri che non hanno un asilo, per i cassaintegrati e per i disoccupati”.  

Tra i commenti anche quello di Nicola Atalami del dipartimento immigrazione della Cgil di Treviso: "La legislazione allora non può restare indietro di fronte ai mutamenti e alle evoluzioni della nostra società. Anche se si tratta di un escamotage in attesa di una legislazione nazionale - ha spiegato - la proposta è una conquista di civiltà che fa della città di Treviso un avamposto di vera integrazione. Vorrei anche ricordare che tale iniziativa non è molto distante da quella prospettata dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, meno di un mese fa".

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