Prima i Trevigiani: "No ai clandestini a Volpago, si alla riqualificazione della ex polveriera"

"Ci chiediamo come si possa pensare di mettere fisicamente 98 esseri umani in mezzo ad un bosco, con delle strutture in amianto ancora da bonificare, in questa stagione fredda"

VOLPAGO DEL MONTELLO Il comitato “Prima i Trevigiani”, venuto a conoscenza della requisizione da parte della Prefettura di Treviso dell'area della ex Polveriera di Volpago del Montello per insediarvici circa 100 profughi, è intervenuto sul caso chiedendo che quell'area venga riqualificata come previsto e che non sia assolutamente utilizzata per ospitare un gruppo di clandestini "che tutto possono portare alla zona, meno che benessere".

"Questo quadrato di 1km per 1km situato nel cuore del Montello - dichiarano dal Comitato -  deve essere restituito al Comune di Volpago, al quale era stato sottratto per scopi militari. Proprio un mese fa si è venuto a sapere che l'area non poteva essere sdemanializzata subito per dei problemi con gli espropri messi in atto, ma mai conclusi burocraticamente, più di 50 anni fa, quando quella zona fu requisita per costruire un enorme deposito di armi e munizioni, la Polveriera appunto, che doveva essere utilizzata per una guerra attesa, ma per fortuna mai scoppiata, e per la quale bisognava prepararsi. Questo problema degli espropri doveva quindi essere risolto dal Demanio stesso, in quanto alcune particelle risultano ancora essere di proprietà privata, e fino alla risoluzione di ciò la proprietà della ex Polveriera non sarà definitivamente trasferita al Comune, che li voleva farci un parco ad uso dei cittadini".

"Ora la Prefettura, con il Prefetto Laura Lega, coglie la palla al balzo requisendo l'area e trasformandola in un centro di accoglienza per oltre 100 profughi, o presunti tali, andando a distruggere la serenità del Comune e dei cittadini locali, che, abituati a vivere in una zona tranquilla e senza grossi problemi, saranno ora costretti a vivere a fianco di persone di cui non si conosce niente sotto ogni aspetto - chiosano gli esponenti di Prima i Trevigiani - La proposta concreta del nostro Comitato, sensibile a questi temi, è che l'area non venga utilizzata come centro di accoglienza e che vengano invece risolti i problemi sugli espropri con celerità, che venga restituita al Comune che dovrà riqualificarla e valorizzarla entro un periodo prestabilito, mantenendo l'aspetto naturalistico dell'intera zona. Potranno essere creati dei progetti didattici aperti alle scuole del territorio collegate con natura ed ambiente, ricostruendo e facendo visitare agli studenti quello che era il bosco della Serenissima. Si possono ideare progetti sportivi relativi agli sport che sono adatti a quel terreno, ad esempio mountain bike, e percorsi salutari/naturalistici. Le strutture in muratura ancora esistenti, dopo essere state bonificate, possono essere trasformate in locali quali laboratori, piccoli musei tematici ed altro. Tutto questo creerà benessere per la zona, portando un indotto al Comune ed alle attività ricettive locali, ma anche creando nuovi posti di lavoro".

"I membri del nostro Comitato presenti alla riunione di giovedì scorso, indetta dai 5 comuni che fanno parte del Montello e cioè Volpago, Crocetta, Giavera, Nervesa della Battaglia e Montebelluna, ci riferiscono che sono rimasti sorpresi nel vedere quanta unità ci fosse tra questi comuni, e che tutti i cittadini locali presenti erano uniti nel ribadire forte il no all'accoglienza di immigrati in quel luogo. Ci chiediamo inoltre - conclude il Comitato - come si possa pensare di mettere fisicamente 98 esseri umani in mezzo ad un bosco, con delle strutture in amianto ancora da bonificare, in questa stagione fredda. Solo dei pazzi pronti a lucrare sulla pelle di queste persone possono immaginare una soluzione di questo genere, soluzione sicuramente al limite dell'umano".

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