Contributi regionali per assistere i religiosi anziani: ecco la protesta di Veneto Radicale

Radicali: "Regione Veneto, ancora soldi pubblici alle strutture religiose. Tutti gli anziani non autosufficienti siano eguali di fronte alla legge, anche quella regionale"

Nella giornata di lunedì è stata pubblicata nel Bollettino della Regione Veneto una deliberazione della Giunta che prevede contributi per un milione di euro alle 'Comunità religiose che assistono direttamente i propri religiosi anziani non autosufficienti'. Una decisione che ha scatenato però le ire di Veneto Radicale: "Con questo provvedimento si stanziano ancora una volta soldi pubblici esclusivamente dedicati all'assistenza di religiosi anziani ospitati in comunità religiose, configurando una discriminazione sulla base delle scelte personali e della matrice religiosa di una determinata comunità. Per queste strutture non è richiesto il possesso dei requisiti strutturali e organizzativi previsti per le case di riposo, esse sono invece caratterizzate da una 'organizzazione di tipo familiare'. La Legge Regionale n. 55 del 1982 all'art. 3 (come integrato dall'art. 71, della L.R. n. 7 del 1997) prevede che 'alle persone non autosufficienti con domicilio presso comunità religiose è riconosciuto il concorso regionale alle spese per le prestazioni assistenziali', tramite le Aziende ULSS che provvedono a rimborsare le spese sostenute".

"Il suddetto contributo va a sommarsi però ad altri benefici ottenuti dalle numerose strutture religiose presenti sul territorio italiano - dichiarano Carmen Sorrentino, già Segretaria di Veneto Radicale e Valerio Federico, della Direzione Nazionale di Radicali Italiani - come reso più volte noto grazie alle iniziative dei Radicali. Chiediamo quindi che le strutture religiose prevedano identici requisiti delle case di riposo per usufruire degli stessi contributi o che vengano equiparate a qualunque nucleo familiare ricevendo gli stessi contributi. Tutti i cittadini anziani non autosufficienti veneti devono avere pari dignità sociale ed essere eguali davanti alla legge senza 'distinzione di religione' come afferma l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica".

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