La sinistra trevigiana contro Salvini e il razzismo: denuncia presentata in Procura

A proporla Luigi Calesso, Gabriella Casagrande, Marta Cassano, Said Chaibi e Renato Zanivan. Nel mirino diverse frasi che il ministro avrebbe detto nelle ultime settimane

TREVISO "Nella giornata di giovedì abbiamo presentato, presso la Procura della Repubblica di Treviso, una denuncia contro il Ministro dell’Interno Sen. Matteo Salvini perché venga valutato se le sue condotte configurino, come si legge nella denuncia stessa, il reato di istigazione all’odio razziale, punibile ai sensi dell’art. 604 bis, I comma (legge Mancino), e art. 81, comma I o II, c.p., aggravati dall'aver commesso i fatti con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione ex art. 61, I comma, n. 9 c.p. (l'aver commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto)”. A scrivere il documento alcuni esponenti della sinistra trevigiana, ossia Luigi Calesso, Gabriella Casagrande, Marta Cassano, Said Chaibi e Renato Zanivan.

"Ci riferiamo alle seguenti affermazioni del Ministro dell’Interno a suo tempo ampiamente riportate dagli organi di stampa: 'Gli immigrati che campeggiano qui a pranzo e cena sono evidentemente troppi'; 'Per gli immigrati clandestini è finita la pacchia, preparatevi a fare le valigie, in maniera educata e tranquilla, ma se ne devono andare'; 'Gli immigrati hanno mangiato abbondantemente alle spalle degli altri per troppo tempo'; '…una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti… rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un’anagrafe' e 'I rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa' - continua Calesso - Molti lettori degli articoli in cui sono riportate queste affermazioni hanno pubblicato numerosi commenti di tenore xenofobo e razzista sui siti internet dei quotidiani e lo stesso tipo di commenti sono apparsi anche nei social media dove migliaia di persone hanno commentato le dichiarazioni del Sen. Salvini".

"Riteniamo quindi, come si legge nella denuncia, che:

•  le frasi del Sen. Salvini sopra riportate costituiscono enunciati non avulsi dal contesto globale dei discorsi all'interno dei quali sono state pronunciate, e sono l'indice di affermazioni specifiche e puntuali delle idee fondamentali di contenuto discriminatorio e razziale posto a base, in modo esplicito o implicito, di tali eloqui;

• egli, infatti ha definito in modo palesemente diffamatorio la condizione dei richiedenti asilo che raggiungono l’Italia diffondendo, con le sue affermazioni, dall'alto della sua carica istituzionale, la convinzione che essa costituisca una condizione di privilegio mascherata da motivi umanitari, e promuovendo quindi l’ostilità dei cittadini italiani nei confronti di tali persone;

• con l'annuncio, inoltre, di voler procedere a effettuare un censimento su base etnica dei 'rom', egli ha istigato, fomentato, promosso e incoraggiato la denigrazione, l'odio e la discriminazione nei confronti della minoranza 'rom' in Italia;

• con tali esternazioni, rilasciate davanti ai microfoni delle agenzie di stampa e diffuse con ogni mezzo di comunicazione, il Ministro Salvini ha consapevolmente e intenzionalmente voluto condizionare il comportamento e la psicologia di un vasto pubblico in modo da raccogliere adesioni attorno all'idea propagandata;

• questa, già illegittima di per sé, ha avuto poi l'effetto concreto di diffondere un sentimento d'odio basato su motivi etnici e razziali nei lettori/uditori che manifestamente sono risultati e tuttora risultano istigati alla discriminazione nei confronti dei soggetti e dei gruppi colpiti dagli attacchi del Ministro;

• è pertanto configurabile, in tali condotte, la ripetuta violazione della fattispecie di reato prevista all'art. 604 bis c.p. (già 'legge Mancino'), che punisce chi commette propaganda o istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa;

• i reati sono aggravati dall'aver commesso il fatto abusando illegittimamente delle facoltà riconosciutegli dalla legge e violando i doveri inerenti alla pubblica funzione di Ministro della Repubblica di cui il Sen. Salvini è stato investito;

• le affermazioni del Ministro, singolarmente e complessivamente considerate, hanno travalicato scientemente il limite del legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero previsto dall'art. 21 della Costituzione e non sono pertanto tutelate dalla libertà d'espressione".

La denuncia è stata inoltre corredata da una ampia ed articolata giurisprudenza predisposta dall’Avv. Chiara Boschetti "che ringraziamo per la preziosa collaborazione nella stesura della stessa".

LA RIPOSTA DI RIZZOTTO, CAPOGRUPPO LISTA ZAIA IN CONSIGLIO REGIONALE

"Le accuse rivolte a Salvini non si commentano nemmeno: il fatto è che il Ministro continua a riscuotere consensi e che non sapendo più cosa fare, questa minoranza della minoranza, cerca con azioni dimostrative un briciolo di attenzione mediatica". Commenta così il capogruppo in Consiglio Regionale della Lista Zaia, Silvia Rizzotto, la notizia della denuncia di istigazione all'odio razziale presentata da un gruppo di trevigiani: "Più che di un gruppo, si tratta di quattro gatti, anzi cinque! Con le loro tesi, non riuscirebbero a riempire un bar di periferia. E del resto, il consenso che i nostri leader, Salvini e Zaia, continuano a ricevere sul territorio, rende evidente da che parte stanno i trevigiani" conclude la Rizzotto

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