Amministrative 2012, Busato candidato di Veneto Stato a Silea

Il partito indipendentista Veneto Stato ha presentato il proprio candidato sindaco a Silea: il portavoce del gruppo, Gianluca Busato

di Redazione 22/02/2012
1

Storie Correlate

Dopo iniziative come il monumento all'imprenditore, le proteste contro Equitalia e il sondaggio sulla voglia di indipendenza del Veneto, Veneto Stato è pronto a presentarsi alle elezioni comunali.

L'elenco completo dei candidati genetisti sarà presentato domani a Preganziol, ma il primo nome è già stato reso noto. È quello di Gianluca Busato, portavoce del partito, che si candiderà come sindaco di Silea.

"Mi candido per assicurare a Silea il futuro che si merita - spiega Busato - Abbiamo bisogno di sindaci che non siano vassalli dello Stato che mendicano le briciole da Roma".

Annuncio promozionale

"I sondaggi di gennaio ci danno all'8-10 per cento nella provincia di Treviso, e in notevole crescita - commenta il segretario del partito Lodovico Pizzati - Quest'anno il sindaco di Silea si giocherà tra Veneto Stato e una coalizione di partiti italiani, e noi contiamo di vincere".

1 Feed
Avatar di SERGIO BORTOTTO

R: Amministrative 2012, Busato candidato di Veneto Stato a Silea

SERGIO BORTOTTO:

LA NOSTRA PATRIA ATTUALMENTE.
Per comprendere qual'è il percorso legittimo da intraprendere dobbiamo necessariamente capire e riconoscere la condizione in cui versa attualmente la nostra Patria.
La Repubblica Veneta, ad oggi è di fatto occupata territorialmente, militarmente e amministrativamente da uno stato straniero che è l'italia.
Il Popolo Veneto "condivide" questa condizione di forzata sudditanza con la quasi totalità delle Nazioni degli altri Popoli presenti nella penisola italica ben prima dell'occupazione da parte dello stato straniero italiano.
La nauseante menzogna sul risorgimento italiano è ancora oggi frutto di una mistificazione mirata a controllare le verità storiche da parte della casta politica e massonica… si pensi ad esempio alla contraddizione sui festeggiamenti per i 150 dell'unità d'italia 1861/2011 quando a quella data la stessa Roma non ne faceva ancora parte e le battaglie della terza guerra d'indipendenza vennero combattute nel 1866…. ben cinque anni dopo.
La Repubblica Veneta di fatto non ha mai cessato di esistere e il Popolo Veneto ha perso la propria sovranità causa il susseguirsi di occupazioni militari da parte di potenze straniere, nonostante la propria rivendicata neutralità ai conflitti in corso all'epoca dei fatti.
Considerato pertanto che non esiste norma del diritto internazionale che prevede l'annessione violenta, militare o colonizzatrice di territori di una nazione da parte di una potenza straniera è diritto del Popolo Veneto tornare LIBERO e SOVRANO sui propri territori.
Il bottino di una rapina è sempre un provento illecito anche a distanza di anni.
Ciò premesso c'è da chiedersi chi e cosa può fare per riottenere la nostra indipendenza.
Liberiamo subito il campo dalle falsità madornali che inquinano il percorso legale e legittimo che il Popolo Veneto può intraprendere per ripristinare la sovranità sulle proprie terre.
LA SECESSIONE è una di queste menzogne.
Secessione significa letteralmente divisione, separazione, ma il Popolo Veneto non ha bisogno di dividersi dallo stato straniero occupante italiano perchè è quest'ultimo che deve andarsene, con le buone o con le cattive.
Il processo secessionista è tipico degli "insorti" laddove una popolazione si rivolta contro il proprio stato perchè è un tiranno… è quindi un processo interno ad una nazione e si realizza spesso con la rivolta e conquista della territorialità strappata al controllo dominante da parte della popolazione o una parte di essa.
Appare fin troppo evidente che questa opzione non è quella giuridicamente necessaria al Popolo Veneto che di fatto non è italiano.
IL REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA è un'altra di queste menzogne.
Un referendum per l'indipendenza è un tipo di referendum in cui i cittadini di un territorio, decidono se il territorio deve diventare uno Stato indipendente.
Il referendum sull'indipendenza è considerato positivo se i cittadini approvano l'indipendenza o esito negativo, se non lo fanno.
Il successo di un referendum per l'indipendenza può o non può comportare l'indipendenza, a seconda della decisione degli altri Stati sovrani.
Lo stato straniero occupante italiano non prevede questo tipo di "istituto" per cui anche fosse positivo l'esito di un referendum, non verrebe meno la dominazione italiana che non prevede neppure costituzionalmente una simile possibilità.
Ma c'è di più.
Il percorso referendario proposto da taluni partiti politici indipendentisti contrasta con la condizione giuridica attuale in cui versa la nostra Patria.
Come abbiamo già detto, il Popolo Veneto ha perso la propria sovranità a causa di una ripetuta occupazione straniera a seguito di un'invasione e quindi a causa di una forza maggiore.
Sul piano del diritto internazionale, l'avvenuta invasione e la conseguente dominazione di uno stato straniero non trova giustificazione alcuna per legittimare anche la presenza odierna dello stato occupante italiano.
Pertanto, come può un Veneto ambire a ricorprire cariche istituzionali nell'ambito dello stato straniero occupante italiano?
E inoltre… in virtù di quale principio giurisprudenziale e del diritto il Popolo Veneto dovrebbe chiedere allo stato straniero italiano di concedergli una sovranità che è già sua?
Nella definizione del politologo americano Anthony Downs il partito politico è «una compagine di persone che cercano di ottenere il controllo dell’apparato governativo a seguito di regolari elezioni».
La strategia principale è l’occupazione di cariche elettive.
Noi del MLNV, ovviamente, non crediamo nella "strategia" dei partiti politici e anche laddove un partito così detto indipendentista riuscisse a controllare l'apparato governativo, anche solo di una parte del territorio, avrebbe raggiunto tale posizione di potere con le regole dettate dallo stato straniero occupante e ad esse sarebbe pertanto assoggettato.
In virtù di quelle stesse regole, per le quali il partito politico ha accettato la competezione elettorale, non può poi violarne i principi costituzionali… e nello stato straniero occupante italiano non vi sono norme che prevedono alcuna possibilità di dichiarare indipendente una parte di territorio.
Vale anche la pena ricordare che un partito indipendentista è costretto suo malgrado a competere ad elezioni amministrative in un ambito territoriale che solo parzialmente corrisponde ai territori della Repubblica Veneta.
Il territorio del Veneto, quale espressione dell'ente regione veneto dello stato straniero italiano, nulla ha a che fare con i territori della nostra Patria.
Noi del MLNV non crediamo pertanto attuabile o appropriato affidare le proprie istanze d'indipendenza ad un partito politico.
Queste sono le menzogne dei "caregari" e "poltronai" di turno che con il pretesto indipendentista aspirano a posizioni di potere nell'ambito di istituzioni straniere italiane.
L'alternativa... scopritela su www.mlnv.org .
Sergio Bortotto Presidente del MLNV

domenica, 26 febbraio segnala