Energia, IdV di Treviso: "Bisogna invertire trend negativo regionale"

L'IdV di Treviso interviene in merito alla richiesta di due aziende locali di edificare ciascuna un cogeneratore di energia elettrica tramite combustione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Due aziende locali hanno presentato all'amministrazione regionale (e a quella comunale che è risultata essere contraria) dei progetti per edificare ciascuna un cogeneratore di corrente elettrica. Entrambi gli impianti ricavano energia con la combustione di legna per l'uno legna e vegetali non ben definiti per l'altro.

E' emerso in vari studi scientifici europei che questo tipo di impianti, ossia di quelli che generano corrente elettrica o calore dalla combustione di materiale organico, inquinano acqua, aria, suolo e alimenti con sostanze cancerogene o, comunque, pericolose per la salute dell'uomo. In un territorio come quello di Pederobba, dove l'aria è già fortemente inquinata dall'alta industrializzazione presente, l'immissione di due nuovi impianti con grosso potenziale inquinante, provocherebbe l'amplificazione dell'effetto cocktail.

Questo effetto è dato dalla sommatoria di numerose fonti di contaminazioni che prese singolarmente non destano grossi problemi, ma concentrate in una zona circoscritta diventano micidiali per chi vi vive. A tal proposito manca ancora una normativa europea atta a determinare le responsabilità dei singoli soggetti che partecipano alla formazione di questo cocktail. I risultati di tutto ciò sono allarmanti.

Ne è un esempio Pederobba, che in questi ultimi anni ha visto il raddoppio del numero di decessi dovuti a malattie quali tumori o comunque associabili all'inquinamento ambientale (cardiopatie, leucemie ecc.).

Questo dovrebbe far riflettere tutti, in particolare chi governa il territoro. Italia dei Valori, attraverso Andrea Roselli, referente giovani IdV della Pedemontana del Grappa, e Francesco Mattia Mari, coordinatore provinciale IdV giovani Treviso, ritiene che si debba invertire questo trend negativo attuando una serie di buone politiche a proposito.

Mari dichiara: "Si dovrebbe salvaguardare sempre e con particolare scrupolo la salute del cittadino, mettendo al primo posto la tutela paesaggistica e senza mai dimenticare il rispetto delle regole. Ci duole ce la giunta tratti con superficialità la questione".

Roselli ricorda: "In questo ultimo anno è stata dismessa, per volontà della Regione, una stazione di monitoraggio della qualità dell'aria sita a Cavaso del Tomba (paese confinante con Pederobba). La motivazione è quella che il suo mantenimento in funzione è troppo oneroso. I costi parerebbero ammontare a qualche migliaia di euro annui. Non si è considerato però che, le aziende in questione, qualora costruissero i relativi impianti entro la fine del 2012, avranno diritto a degli incentivi che costeranno alla Regione (e quindi al cittadino) circa trecentomila euro. Soldi che i cittadini della Pedemontana non sono disposti a spendere per veder realizzate delle opere fortemente indesiderate ed inutili alla comunità. Sono state presentate alcune interrogazioni a riguardo al Consiglio Regionale, ma non hanno trovato accoglimento da parte dell'attuale maggioranza".

IdV ricorda che attualmente in Veneto manca ancora un preciso piano energetico regionale economicamente ed ambientalmente sostenibile e suggerisce di incentivare la realizzazione di impianti ecocompatibili e maggiormente utili alla collettività, come per esempio i pannelli solari di ultima generazione.

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