"Europa sulle Mura" torna a Treviso, Calesso: «Non ne sentivamo il bisogno»

Il politico trevigiano attacca l'evento in programma sulle Mura cittadine dal 24 al 26 maggio e sostiene che neppure i commercianti appoggino l'iniziativa cancellata dalla giunta Manildo

In foto: una delle passate edizioni dell'evento (Immagine d'archivio)

«Dal 24 al 26 maggio torna la manifestazione “Europa sulle mura” di cui, francamente, non sentivamo il bisogno, dopo che per alcuni anni l’amministrazione Manildo l’aveva cancellata».

Parola del politico trevigiano Luigi Calesso che ha colto l'occasione per lanciare un nuovo attacco alla giunta guidata dal sindaco Conte, tra i promotori dell'evento che si terrà a fine mese. «L’iniziativa - commenta Calesso - tanto cara ai precedenti amministratori leghisti e, evidentemente, anche agli attuali non pare caratterizzarsi per alcuna particolare valenza culturale, ma neppure enogastronomica tale da controbilanciare gli evidenti aspetti problematici che porta con sé. Nelle precedenti edizioni di “Europa sulle mura”, infatti non si sono rintracciati elementi di valorizzazione della produzione agroalimentare locale o delle tipicità enogastronomiche, insomma niente che abbia a che fare con un tentativo di offrire una “vetrina” a produttori trevigiani e a prodotti tipici. Ne è prova la valutazione negativa dell’iniziativa che ripetutamente hanno espresso le associazioni dei commercianti e degli esercenti che vivono la manifestazione come una sorta di “concorrenza in più” con cui dividere la clientela. Per le sue caratteristiche, infatti, la manifestazione non risulta attiri in città visitatori (e tantomeno turisti) ma si limita a dividersi con ristoranti, trattorie e locali gli abituali frequentatori della città in alcune serate primaverili solitamente dal clima molto favorevole.

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Oltre alle giustificate proteste di commercianti ed esercenti - continua Calesso - va registrato anche che l’utilizzo dei bastioni per una iniziativa di questo tipo non è esattamente quel che si dice un toccasana per le mura cittadine. Se nessuno mette in discussione lo svolgimento sui bastioni di “Suoni di Marca”, manifestazione il cui livello musicale è fuori discussione, non si sente certo il bisogno di far “pesare” sulla cinta muraria altre iniziative caratterizzate da un massiccio afflusso di persone. Se proprio si ritiene che la manifestazione europea debba far parte del panorama delle iniziative in città, perché non prevederne lo svolgimento in un’altra area, in cui l’impatto sia maggiormente compatibile? La festa irlandese si è svolta quest’anno a prato della Fiera e la Fish'n'Fest (che si svolge il fine settimana successivo a “Europa sulle mura”) ha lasciato da anni il centro storico e si svolge al mercato ortofrutticolo. Spostare la “manifestazione europea” fuori dal centro, tra l’altro, contribuirebbe a ridurre quella sensazione di “concorrente in più” per esercenti e ristoratori del centro storico. La vitalità delle attività economiche del centro storico, infatti, non si sostiene solo con le chiacchiere ma anche (se non soprattutto) evitando appunto che dentro le mura (in questo caso sulle mura) si svolgano iniziative che rischiano di togliere clienti a chi in centro città lavora tutto l’anno. Se per quest’anno, ormai, le cose sono andate così - conclude Calesso - c’è da sperare che per il 2020 l’amministrazione cittadina prenda decisioni diverse».

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