Festa della Repubblica, Gigi Calesso: "Conte fuori tema, battuto da due studentesse"

"La parte più importante del suo intervento è stata dedicata all’autonomia regionale, da lui interpretata come esigenza ineludibile, approdo a cui si deve al più presto arrivare"

"Le due studentesse del Canova intervenute domenica alla cerimonia per la Festa della Repubblica in piazza dei Signori con i loro interventi hanno battuto 4 a 0 il sindaco Conte che, a mio avviso, è andato nettamente fuori tema". A dirlo è l'esponente della sinistra trevigiana, Gigi Calesso: "Le studentesse hanno svolto i loro interventi su quattro aspetti particolarmente importanti del dettato costituzionale, quelli della tutela del patrimonio culturale artistico, della universalità dell’istruzione pubblica, del lavoro e della sua insufficienza e precarietà, della scelta del nostro Paese di concorrere alla pace tra i Paesi del mondo. Le riflessioni delle due ragazze sono state tutt’altro che banali perché hanno messo in rapporto il dettato costituzionale con la situazione attuale del nostro Paese, le su storture, i diritti negati, le diseguaglianze economiche e sociali, le opportunità che non sono le stesse per tutti i ragazzi".

"Il sindaco Conte e il Presidente della Provincia Marcon sono intervenuti da bravi rappresentanti del 'nuovo corso' leghista che ha abbandonato ogni velleità di 'indipendentismo', dimenticato qualsivoglia accenno alla 'secessione', al 'Nord', alla 'Padania', come da preciso imperativo salviniano - continua Calesso - Se è comprensibile che il Presidente Marcon abbia fatto riferimento nelle sue parole alle gravi difficoltà finanziarie che mettono in difficoltà le Province nell’esercizio delle funzioni ancora loro affidate, mi pare, invece, che il sindaco di Treviso sia nettamente andato 'fuori tema'. La parte più importante del suo intervento, infatti, è stata dedicata alla questione dell’autonomia regionale, da lui interpretata come esigenza ineludibile, approdo a cui si deve al più presto arrivare".

"A me pare, al contrario, che non sia questo il problema principale del nostro Paese, quello da indicare come elemento chiave nel giorno della Festa della Repubblica. Mi sembra che nelle parole delle due studentesse venissero messe in evidenza parti del dettato costituzionale che non sono ancora state ancora completamente attuate in materia di lavoro dignitoso, di istruzione pubblica gratuita - si lamenta Calesso - E penso anche che i problemi della corruzione e dell’evasione fiscale creino molti più danni e problemi al nostro Paese di quanti l’autonomia regionale possa ripararne o risolverne. Mi pare che durante la crisi economica da cui l’Italia sembra incapace di uscire chi era già ricco si sia arricchito ancora di più e chi era più debole economicamente e socialmente lo sia ancora di più. E, per tutta risposta, il governo sembra prepararsi a 'tagliare' proprio le spese per il welfare per mettere una pezza sugli effetti (tutt’altro che imprevedibili) delle sue sciagurate scelte di finanza pubblica".

"Su questi temi del dettato costituzionale, insieme a quello della tutela del territorio dalla cementificazione selvaggia e della valorizzazione di un patrimonio artistico e culturale che tutto il mondo ci invidia, credo che avrebbe dovuto esercitarsi il sindaco, come – del resto – ha fatto il Presidente della Repubblica nella lettera di cui ha dato lettura domenica il Prefetto all’inizio della cerimonia. Non mi convince per niente, insomma, che la Festa della Repubblica diventi il momento per uno strumentale 'spot' propagandistico su una questione, quella dell’autonomia differenziata del Veneto e di altre regioni, che non può essere considerata tra i problemi più gravi e urgenti che il Paese deve affrontare e che, comunque, non è stata ancora attuata non a causa di un destino cinico e baro ma del disaccordo in quella maggioranza di governo di cui fa parte il partito politico a cui appartiene il sindaco di Treviso" chiosa Calesso.

"E, ancora, non condivido l’impostazione del sindaco che prima ringrazia i volontari per il contributo che danno nell’affrontare i problemi sociali del nostro territorio e solo dopo ricorda che questi problemi dovrebbero essere risolti proprio dalle istituzioni pubbliche preposte a occuparsene. E anche l’ordine in cui si esprimono i concetti tradisce il valore che si dà alle cose. Anch’io non posso che ringraziare volontari e associazioni per quello che quotidianamente fanno ma non mi arrendo all’idea che le istituzioni rinuncino a porsi l’obiettivo di dare alla comunità civile il massimo di risposte possibili anche in materia di sanità, assistenza, integrazione. Era sufficiente che il sindaco Conte stracciasse il 'discorso' scritto e desse risposta alle questioni poste dalle due studentesse: non sarebbe andato fuori tema" conclude Calesso.

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