Gobbo: "Mai un segretario gay nella Lega", Cgil: "Colleghi cervello"

Polemiche per le dichiarazioni di Gobbo alla trasmissione di Klaus Davi: "La Lega non avrà mai un segretario gay. Andrebbe contro la storica virilità del partito"

Ospite a KlausCondicio lo scorso 25 novembre il sindaco di Treviso, nonché segretario veneto della Lega Nord, Ginpaolo Gobbo ha risposto alla domanda di Davi, se un gay come Nichi Vendola potesse essere segretario della Lega, che il partito non avrà mai un leader omosessuale.

"Non avremo mai un segretario gay, anche perché l'uscita di Bossi è lontanissima". "La Lega è sempre stata aperta a militanti omosex dai tempi di Los Padanos, una formazione gay che ha partecipato alle votazioni per la Padania che abbiamo fatto anni fa – ha spiagato Gobbo – Il concetto di gay a me può anche non andar bene, ma ciascuno ha la propria identità". Ma un segretario omosessuale, ha puntualizzato il sindaco di Treviso, "sarebbe contro la storia della Lega". "Credo che per la caratteristica storica di virilità della Lega – ha continuato Gobbo – questo non possa essere. Le esasperazioni non portano bene".

"Per il futuro consiglierei alla Lega di scegliere rappresentanti che prima di parlare colleghino il cervello bypassando la loro virilità", questo il caustico commento di Mara Siclari, responsabile Cgil Ufficio Nuovi diritti. "In relazione alle sue dichiarazioni secondo cui mai la Lega Nord potrebbe avere un segretario gay, pur potendo contare persone omosessuali tra le fila dei propri iscritti – continua Siclari – viene da chiedersi in quale parte del corpo la Lega ritiene risiedano le facoltà per poter dirigere il partito".

"In ogni caso ci è parso di capire che non vi sono pregiudiziali nei confronti di un eventuale segretario transessuale – ha aggiunto la responsabile di Cgil – se Gobbo vuole posso anche darmi da fare per trovargliene uno, pur consapevole che non esistono transgender che si alimentano con carne di orso". "Il mio vero rammarico – ha concluso Mara Siclari – deriva dalla consapevolezza che nella provincia in cui vivo sono ancora troppo forti il pregiudizio e l’ignoranza: avevamo sperato che le rivoluzioni culturali degli ultimi anni e le lotte rivendicative del mondo gay, lesbico e trans potessero accrescere il rispetto della persona a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere".

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