Giorno del Ricordo, Zaia: «Da foibe ed esodo giuliano il monito a condannare gli orrori della storia»

Il Governatore del Veneto: «Diciamo non a qualsiasi negazionismo. La verità aiuta i giovani a capire»

«Il Giorno del Ricordo (il 10 febbraio, ndr), in cui onoriamo le migliaia di nostri connazionali barbaramente uccisi nelle Foibe e tutti coloro che hanno sofferto l’Esodo Giuliano-Dalmata, ci impone ancora una volta, come già al Ghetto di Venezia il 27 febbraio per la commemorazione della Shoà, di condannare senza equivoci o sfumature ogni ideologia che si basa sulla sopraffazione, l’odio e la violenza e di contrastare qualsiasi azione tenda al negazionismo o al giustificazionismo di simili tragedie». Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in occasione della giornata commemorativa, rivolge il pensiero alle vittime dei tragici eccidi che si verificarono nelle zone lungo il confine orientale a conclusione della seconda guerra mondiale, e a coloro che scelsero la via dell’esilio, con l’abbandono di intere città e paesi.

«Non pochi, tra le centinaia di migliaia di Esuli giuliani – prosegue il Governatore – giunsero nella nostra regione, a cui si sentivano vicini non solo geograficamente ma anche per la comune lingua veneta e gli antichi legami con la città di San Marco. Il ricordo di quell’esilio e delle uccisioni nelle foibe è ancora vivo negli ultimi protagonisti, nei discendenti e nei nostri anziani. Questo bagaglio di memorie è un motivo in più per combattere i propositi di chi si ostina a negare o minimizzare l’entità e l’orrore di quegli eventi. A riguardo, come per la Shoà, l’unica cosa che è giusto negare, e con forza, è proprio qualsiasi negazione e distorsione delle più orribili realtà certificate dalla storia».

«Fermarsi un momento nel Giorno del Ricordo per pensare a quei fatti – conclude il Presidente del Veneto – significa restituire dignità ad un dramma per tanto tempo ignorato da molti. Ma, soprattutto, rappresenta la necessità di non dimenticare; non per alimentare rancori, ma per sostenere le giovani generazioni a conoscere la verità e, quindi, a capire. Questo è il giusto omaggio ai Caduti ed è la miglior arma verso qualsiasi tentativo di revisionismo e verso chi, ancora oggi, si fa promotore delle più nefaste ideologie del secolo scorso, che dovrebbero essere affrontate soltanto nelle pagine più buie dei libri di storia».

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