Critiche al vescovo Pizziolo: Giovanni Zorzi attacca la Lega

Dopo l'attacco da parte del segretario Da Re al Vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziol, il segretario provinciale del Pd è voluto intervenire con parole dure sulla questione

TREVISO "Evidentemente ben più del caldo agostano, è la fame di potere e di poltrone che stando alla testa la Lega e i suoi capi: un delirio di onnipotenza che non ha più freni, addirittura arrivando a intromettersi nelle vicende di un magistero come quello della Chiesa". 

Il segretario provinciale del Partito Democratico Giovanni Zorzi entra a gamba tesa nell'acceso dibattito tra il segretario della Lega Da Re e il Vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo, sul tema accoglienza richiedenti asilo e gestione migranti. "La sfrontatezza con cui il segretario regionale della Lega Da Re si rivolge al Vescovo Pizziolo non ha giustificazioni, specie nel modo sprezzante in cui si arroga il diritto di replicare a nome di tutta la gente veneta che - secondo lui - ha finito la pazienza. La volgare ipocrisia di Salvini che giura sul Vangelo e poi non si fa scrupoli a tenere in ostaggio centinaia di disperati in fuga da fame e guerre o arriva a negare la violenza razzista di certi episodi, contribuisce ad alimentare nel Paese una pesante percezione di odio, intolleranza, paura e insicurezza che come Ministro dell’Interno avrebbe il dovere istituzionale di contrastare con tutte le forze". 

Zorzi prosegue poi con le seguenti affermazioni: "Il punto è che questo clima avvelenato dalla propaganda permanente di Salvini e dei suoi fedeli discepoli serve solo a coprire l’incapacità della Lega di affrontare i problemi della gente con fatti concreti e risolutivi, come del resto è stato dimostrato dai crescenti malumori di imprenditori e sindacati nei confronti del primo provvedimento, l’altisonante “decreto dignità”, confusamente abbozzato da questo governo dopo mesi di nulla. Per stare in tema, Papa Paolo VI diceva che “la politica è la forma più alta ed esigente di carità”. Se non con i fatti, l’invito che faccio è di provare a praticare questa forma di carità almeno con le parole: oggi hanno altrettanto valore e possiedono la forza necessaria a bonificare un clima che in questo momento non permette a chi sta peggio, italiano e straniero che sia, di guardare con fiducia e sicurezza al futuro".

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