«Vergognoso che le donne non possano assistere da sole a Juventus-Milan»

Si esprime senza mezzi termini la deputata Silvia Benedetti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

«Apprendo ora dalla stampa che alla finale di Supercoppa Italiana Juventus-Milan, in programma il 16 gennaio in Arabia Saudita, le donne non potranno assistere se non accompagnate da uomini ed in alcuni settori specifici dello stadio, mentre altri sono ad esse vietate. Si tratta di una vergogna che non dovrebbe vedere l’Italia coinvolta in alcun modo». Si esprime senza mezzi termini la deputata Silvia Benedetti. «Il fatto che due delle più grandi società italiane, tifate da milioni di italiani ed italiane, accettino senza fiatare di offrire lo spettacolo del loro confronto per qualche milione di euro in un simile contesto, rappresenta l’ennesimo trionfo del denaro sui valori etici. Le società private sono libere di comportarsi come credono, nei confini della legge, ma dovrebbero operare secondo etica. So che Juventus e Milan credono nelle squadre femminili e nella parità di genere, ma in questo caso non l’hanno dimostrato. La Lega di Serie A, che ha deciso la sede della finale, avrebbe dovuto inserire nel contratto con gli organizzatori una clausola secondo cui l’ingresso allo stadio sarebbe stato libero anche per le donne, pena lo spostamento in altra sede della partita. A causa di una certa cultura che ancora permea questo paese, il fatto che alle donne non sia consentito l’ingresso allo stadio appare invece del tutto normale, quindi nessuno si è nemmeno posto il problema». «Mi chiedo le tifoserie italiane che pensino di tutto ciò -conclude Benedetti- Mi auguro che da loro vi sia una reazione forte, perché in Italia si stanno rimettendo in discussione negli ultimi mesi valori che sembravano acquisiti e la questione dei biglietti ne è solo l’ultimo esempio».

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