Lorenzo Damiano: “Acqua più cara del petrolio: ribellatevi alle bollette gonfiate”

La denuncia da parte dell’esponente del Popolo della Famiglia già fondatore dei Pescatori di Pace: “L’acqua è un diritto e un bene pubblico, no alle speculazioni e sì a controlli più accurati”

“Attenzione alle bollette gonfiate, l’acqua non può costare come il petrolio”. La denuncia arriva da parte di Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia già fondatore del movimento Pescatori di Pace: “Il Veneto e la provincia stanno ancora passando un periodo drammatico: i commercianti non ce la fanno più, le tasse cui devono far fronte sono troppe e troppo elevate e li mettono costantemente alla prova. In ginocchio anche migliaia di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa della crisi. E come se non bastasse bisogna anche fare i conti con bollette gonfiate e truffe. Sono decine le segnalazioni ogni giorno alle associazioni dei consumatori e di categoria dei commercianti: nel mirino luce, rifiuti e non ultima l’acqua”.

Abbassare le tasse

Damiano non le manda a dire e si fa paladino di una battaglia che “va a colpire la povera gente e i lavoratori”. Secondo il leader del Popolo della Famiglia “Non si può speculare su un bene comune: sono decine le denunce e le lamentele ogni giorno che riguardano i servizi. A lamentarsi soprattutto chi possiede un bar e un ristorante: migliaia di euro all'anno per un consumo di acqua che non è reale. Neanche il gas quasi arriva a tanto. L'acqua è disponibile ed è per tutti, occorre abbassare la tassazione di almeno il 50%. Le associazioni come l'Ascom tutelino i commercianti”.

Bolletta da 800 euro ad un'anziana

Non sono risparmiate nemmeno le categorie più deboli: “Ultima è stata la denuncia di un'anziana 88enne di Trebaseleghe (Padova) che si è vista arrivare a casa una maxi-bolletta da 800 euro: una cifra spropositata per una donna malata di Alzheimer il cui consumo di acqua giornaliero è quasi pari allo zero e che dispone perfino del servizio di assistenza socio sanitaria anche per l’igiene personale. Immediata la richiesta di chiarimenti: come è possibile un consumo così elevato?” – si chiede Damiano. “E’ da escludere una perdita sull’impianto idrico visti i controlli effettuati nell’abitazione e visto che ad oggi i consumi risultano nella norma. Non solo: per effettuare un controllo al vecchio contatore, sostituito tra l’altro senza spiegazioni, è stato chiesto alla disabile dalla società di servizi un addebito di 100 euro. Questo, nonostante sia stato poi specificato alla donna che il contatore risultasse comunque rotto. Se risulta impossibile controllarlo come mai la donna inferma deve pagare lo stesso il controllo? Ha tutta l’aria di essere una truffa, ma anche fosse un errore: perché è l’anziana che deve rimetterci? Occorrono verifiche approfondite dei dati e questo, possibilmente, prima che il consumatore vada a sborsare il denaro scritto in bolletta. Se questo non dovesse accadere, si potrà fare chiarezza attraverso una denuncia agli organi competenti".

L'appello 

Infine Damiano lancia un appello: "Prima di pagare, se qualcosa non vi risulta, chiedete un controllo: questo vale tanto a Padova, quanto a Treviso, Verona e più in generale in tutto il Veneto e in tutta Italia. L'acqua è un bene prezioso di tutti”.

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