Scomparsa di Marianna Cendron, Andrea Zanoni (PD): "Sia fatta giustizia"

"Molto bene il supplemento di indagini, bisogna trovare i responsabili": così il consigliere sulla decisione del Gip di Treviso che ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura

TREVISO “La prosecuzione delle indagini sul caso di Marianna Cendron è una bella notizia. È doveroso andare avanti per scoprire la verità”. Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico commenta la decisione del Gip di Treviso, che ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura, concedendo ulteriori quattro mesi per le indagini per tentare di risolvere il mistero della ragazza di Paese scomparsa nel febbraio 2013, a 18 anni, dopo essere uscita dal posto di lavoro.

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È stata ‘premiata’ la tenacia dell’Associazione Penelope e dei loro avvocati: è bene che ci sia un supplemento di indagini, anche perché nel corso degli interrogatori della persona che ospitava Marianna e del fidanzato sono emerse diverse contraddizioni – spiega Zanoni - Del resto sembra impossibile che nell’era della tecnologia, dei cellulari tracciati praticamente 24 ore su 24, una persona possa svanire nel nulla senza il minimo indizio. Magistrati e inquirenti facciano tutto quello che è umanamente possibile per individuare i responsabili, perché sia fatta giustizia, avvalendosi di tutte le risorse umane e tecnologie oggi a disposizione. Prima di tutto per Marianna e per i genitori che non hanno mai creduto alla tesi dell’allontanamento volontario. Il semplice fatto di non sapere rinnova e accresce il loro dolore. Da padre – conclude l’esponente del Pd - non oso neppure tentare di immaginare cosa provi questa famiglia, mia compaesana, nel vivere in questa terribile angoscia”.

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