Falde acquifere contaminate, Zanoni: "Trovare le risorse per individuare la fonte inquinante"

Incontro tra l'assessore regione all'ambiente e i sindaci di Preganziol, Mogliano e Casier. L'esponente del PD: "Per arrivare a una soluzione serve un impegno politico che è del tutto assente"

TREVISO Si è svolto in Regione l'incontro tra l'assessore all'Ambiente e i sindaci di Preganziol, Mogliano e Casier. Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni. “Le affermazioni ‘pilatesche’ dell’assessore Bottacin sulle falde acquifere del trevigiano inquinate da mercurio sono gravi - afferma il consigliere Zanoni - perché sulla salute dei cittadini non si scherza. Un responsabile delle istituzioni non può permettersi di dire che la ricerca della causa dell’inquinamento sia ‘uno spreco di tempo e risorse’. Manca la volontà politica di intervenire in maniera seria, evidentemente per la Regione questo non è un impegno prioritario".

“Sono d’accordo con quanto richiesto dai primi cittadini - continua Zanon - Occorre avviare un’indagine idrogeologica volta a ricercare la fonte primaria dell’inquinamento e che permetta poi di bonificare l’area. È da quando si sono esauriti i fondi del Progetto MeMo, nel 2014, che sul versante della ricerca non viene fatto niente. Da questo punto di vista i monitoraggi di Arpav e Usl, seppur importanti per altri versi, sono inefficaci per individuare la fonte. Inoltre occorre un contributo regionale per finanziare l’estensione della rete acquedottistica, in modo da garantire acqua salubre a tutti i cittadini. Le rassicurazioni dell’assessore che si basano sullo studio Arpav non convincono: il fenomeno non si sta solo spostando, ma sta crescendo e per questo è indispensabile individuare la fonte primaria della contaminazione”, prosegue il consigliere dem che lo scorso ottobre ha  presentato un esposto alla Procura di Treviso sulla questione.

“Per arrivare a una soluzione serve un impegno politico che è del tutto assente. La maggioranza ha bocciato un emendamento al bilancio in cui chiedevo lo stanziamento di 300mila euro per effettuare indagini che portassero con certezza all’indivuduazione della fonte inquinante, nonostante la provincia di Treviso sia la ‘patria’ del presidente Zaia e della sua capogruppo Rizzotto – attacca infine Zanoni - Rischiamo di avere un altro caso come quello dei Pfas, colpevolmente sottovalutato dalla Regione, che non trova risorse per tutelare la salute dei suoi cittadini, ma stanzia 14 milioni per un inutile referendum sull’autonomia”.

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