Partito dei Veneti: più di 500 alla kermesse di lancio della nuova realtà politica regionale

Giacomo Mirto, Coordinatore Regionale del partito: "E’ stata la più grande convention pro-autogoverno della storia moderna del Veneto. Siamo assolutamente soddisfatti"

Folla di persone, sabato pomeriggio, al Palageox di Padova per il lancio del Partito dei Veneti. Gli organizzatori, evidentemente entusiasti, hanno annunciato che è stata superata ogni più rosea aspettativa circa l’affluenza. Ben 10 i movimenti e partiti veneti aderenti, oltre a personalità del mondo imprenditoriale e accademico. Giacomo Mirto, il Coordinatore Regionale del Partito dei Veneti, commenta così: “1500 delegati hanno sancito la nascita del Partito dei Veneti. E’ stata la più grande convention pro-autogoverno della storia moderna del Veneto. Siamo assolutamente soddisfatti e da oggi i partiti nazionali non potranno più ignorarci e Roma non potrà fare a meno di confrontarsi con noi”.

Al grido “Autogoverno!” i partecipanti, tra cui anche l'assessore allo sport di Treviso, Silvia Nizzetto, hanno poi sottoscritto il manifesto politico. Tra i primi punti: autogoverno, autodeterminazione, sussidiarietà, tutela di famiglie e imprese. Mirto prosegue: “Sul palco si sono susseguiti volti giovani e storici dell’indipendentismo veneto, amministratori locali e regionali, imprenditori e rappresentanti di categoria. Abbiamo finalmente unito i veneti e dato vita all’unico partito in grado di difendere gli interessi di tutti noi”.

“Ora comincia il lavoro capillare sul territorio. Andremo in tutti i Comuni del Veneto a far capire come la partitocrazia italiana abbia fallito e come nel 2020 i veneti hanno la possibilità di voltare finalmente pagina. Siamo infatti già al lavoro per le liste che correranno in tutte le provincie alle elezioni Regionali del prossimo anno. Liste di peso, con persone conosciute, preparate e pronte a prendere in mano il Governo regionale. Nelle prossime settimane inizieremo a presentare le candidature e mettere in campo iniziative anche non convenzionali per farci conoscere”. Conclude poi: “Non è mancato un omaggio agli indipendentisti catalani che in questi giorni vivono una repressione indegna da parte di uno Stato che si definisce democratico. L’autodeterminazione dei popoli non si arresta e dal Veneto presto un segnale forte e chiaro all’Europa intera”.

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