«A Castelfranco c'è posto sia per lo Iov che per l'ospedale civile»

A dirlo è Teresa Spaliviero, segretaria del circolo Pd di Castelfranco che commenta il futuro dell'ospedale castellano e critica duramente l'ex direttore dell'Ulss 2, Renato Mason

L'ospedale di Castelfranco Veneto (Foto d'archivio)

«Innanzitutto chiariamo una cosa: nessuno di noi è contrario all’arrivo dello Iov. Ben venga lo Iov». La segretaria del circolo del Partito Democratico di Castelfranco, Teresa Spaliviero, si inserisce con queste parole nel dibattito sul futuro dell'ospedale di Castelfranco Veneto.

«Da anni lo stiamo dicendo tutti. L’ultimo in ordine di tempo è stato Renato Mason, ex direttore generale dell’Ulss e tuttora membro della Crite, la Commissione regionale per gli interventi in tecnologia e edilizia della sanità, quella che deve decidere di assegnare all’ospedale di Castelfranco i milioni che servono per la radioterapia (fare i bunker e attrezzarli). E proprio lui vorrebbe invitarci ad andare in piazza per velocizzare lo Iov. Ma che si sbrighino piuttosto lui e i suoi compagni leghisti ad assegnare ufficialmente i fondi per lo Iov, tanto per avere una qualche garanzia che lo Iov viene per restarci e non solo di passaggio. Quando poi Mason lamenta che le persone vanno a farsi curare altrove, dovrebbe ricordare che proprio durante la sua direzione molti ottimi medici dell’ospedale di Castelfranco se ne sono andati, come se l’obiettivo dell’ulss fosse stato quello che ridurre l’attrattività di Castelfranco.

E comunque il nostro ospedale - continua la Spaliviero - completato con il project financing che tutti noi stiamo pesantemente pagando, perché sottrae ogni anno parecchi milioni ai servizi ospedalieri e territoriali, è perfettamente in grado di ospitare sia lo Iov sia l’ospedale generalista da 300 posti (previsti dalle schede regionali del 2013), soprattutto se vengono completati i due piani (10° e 11°) ancora al grezzo, come promesso dall'attuale direttore generale durante il recente consiglio comunale. Sono già passate tre settimane dal primo comunicato del Pd Castellano di critica delle nuove schede ospedaliere regionali, e finora purtroppo non abbiamo visto niente di nuovo, per cui la battaglia in difesa dell’ospedale continua».

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