Il Partito Democratico trevigiano critica il nuovo Piano Socio Sanitario Veneto

Giovanni Zorzi e Nicolò Rocco hanno usato parole molto negative nei confronti del piano regionale. «Si torna ad una concezione vecchia, servizi solo nei grandi ospedali»

Il Segretario Provinciale del Pd Giovanni Zorzi e Nicolò Rocco, responsabile provinciale sanità e welfare, commentano con parole molto dure il nuovo piano socio-sanitario approvato dalla Regione Veneto.

«Quest'organizzazione certifica che la Regione archivia, di fatto, un modello per cui la sanità si fa con i presidi sul territorio. Si torna ad una concezione vecchia per cui i servizi si erogano solo nei grandi ospedali. Treviso paga ancora di più il fatto di essere l'unica grande provincia veneta con un Ulss da un milione di abitanti, questo a discapito di territori come la castellana o il coneglianese che erano virtuosi ed oggi ne escono con le ossa rotte. Andremo a incontrare i sindaci - commentano i due rappresentanti del Partito Democratico - i consiglieri comunali, le categorie e le associazioni in ogni territorio per fare un libro bianco della sanità trevigiana. Da qui parte una fase di mobilitazione in cui il Pd trevigiano prenderà l’iniziativa per contrastare sul punto il malgoverno di Zaia e della Lega, che impoverisce i servizi pubblici, compromette l’accessibilità delle cure e, in ultima istanza, pregiudica un diritto fondamentale per la persona e la sua comunità, riconosciuto dalla nostra Costituzione: il diritto universale alla salute».

«Siamo agli sgoccioli. Oramai il piano di chiusura della parte generalista dell’ospedale di Castelfranco è stato palesato con le nuove schede ospedaliere - commenta il Partito Democratico di Castelfranco Veneto - I numeri parlano chiaro e vediamo se ancora una volta il Sindaco farà finta di non vedere -spiegano il Capogruppo Sartoretto e la Segretaria Spaliviero- dal momento che vengono portati a zero (depennati!) tutti i reparti di area chirurgica ovvero Ortopedia (attualmente con 15 posti letto), Chirurgia generale (attualmente 25 posti letto) e Chirurgia vascolare (attualmente 10 posti letto). Inoltre il reparto di Chirurgia maxillo-facciale, che non fa nulla di oncologico, passa sotto lo IOV. Infine la Radiologia viene declassata a Unità semplice». Il Consigliere Beltramello entra in alcuni aspetti operativi: «E’ semplicemente impossibile avere un pronto soccorso con 40 mila accessi all’anno come quello di Castelfranco senza dietro reparti di chirurgica che possano gestire le urgenze. Da queste schede si prevede la ‘sparizione dei pazienti urgenti di area chirurgica’ visto che non ci sarà risposta ai traumi, fratture, occlusioni, appendiciti, perforazioni intestinali, rotture di vasi, e molte patologie urgenti di cui si occupano appunto l’Ortopedia, la Chirurgica generale e la Chirurgia vascolare. Peggio toccherà a chi arriverà a Castelfranco e avrà bisogno di un ricovero in Terapia Intensiva visto che tutti gli 8 posti letto saranno dello IOV e dedicati all'assistenza post chirurgica. Morale della triste favola è che presto chiuderà anche il Pronto Soccorso, che già soffre perché non ha un Primario dedicato (unico caso in Veneto per un PS con così elevato numero di accessi). Oltre alla parte di urgenza con la chiusura di questi reparti e il definitivo passaggio allo IOV di Gastroenterologia e Urologia definite ora ‘oncologiche’, si perderanno innumerevoli servizi generalisti per i Cittadini di Castelfranco: visite, ricoveri e interventi di area non oncologica che, per fortuna, restano ancora più numerosi di quelli oncologici ma ai quali dallo IOV non sarà data alcuna risposta. L’altra metà della questione del nostro ospedale riguarda lo IOV per la quale è prevista la Radioterapia (sulla carta perché per i 20 milioni di euro necessari ancora non c’è alcuna delibera!) e i cui posti letto sono però rimandati genericamente all’area medica (tre quarti della quale non è dello IOV ma della parte generalista!). Vi è poi per la parte IOV una lista di chirurgie super-specialistiche che difficilmente avranno prospettiva in un luogo comunque troppo lontano dall’Università di Padova. Quindi si chiude la Chirurgia generale della parte generalista e si prevede per lo IOV un reparto di 12 posti letto con tanto di primariato di ‘Chirurgia oncologica dei tessuti molli, del peritoneo’ che, ammesso e non concesso che veramente venga aperto, avrà impatto zero per i cittadini di Castelfranco perché si tratta di patologie rare con bacino di utenza mezza Italia».

«Il Pd ha sempre avuto una posizione molto chiara: benvenuto lo IOV purché non vengano compromessi i servizi generalisti essenziali alla popolazione locale. Sta avvenendo esattamente il contrario -conclude Sartoretto- E a fronte di questo disastro il Consigliere regionale della Lega Gerolimetto (confermando la sua consolidata e nota preparazione in ambito sanitario!) ha dichiarato la sua soddisfazione per le nuove schede: ‘Arriva la Radioterapia e si completano i piani ancora al grezzo!’. Contento lui. Però ci permettiamo di chiedergli di leggere le schede con maggiore attenzione visto che non ha saputo riportare correttamente nemmeno il numero totale dei posti letto assegnati al presidio di Castelfranco». Il Pd di Castelfranco infine lancia un appello: «E’ urgente che il Sindaco Marcon chieda una audizione alla V Commissione regionale per far cambiare rotta a queste decisioni scellerate prima della chiusura definitiva delle schede. Solo lui, nel suo ruolo di Sindaco e di Presidente della Provincia può essere ricevuto. Già glielo avevamo chiesto tre anni fa quando le prime schede legate allo IOV a Castelfranco erano state presentate e in quell'occasione ci aveva fatto spallucce. Se anche questa volta si volterà dall'altra parte dovrà assumersi la responsabilità di fronte ai Cittadini della prossima chiusura dell’Ospedale generalista di Castelfranco».

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