Niente presepe alla scuola di Zerman, Salvini tuona: «Cosa ci può essere di più assurdo?»

«Siamo di fronte all’ennesima idiozia! Come si può pensare che i simboli più amati della nostra civiltà, segni di pace e di fratellanza, offendano qualcuno? Giù le mani dal Natale!»

«Viste le recite scolastiche cancellate, i canti negati, i presepi smontati, i Gesù Bambino temuti, non è banale: difendiamo il Natale, le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra civiltà!». A dirlo nelle scorse ore è il leader della Lega, Matteo Salvini, il quale non si è lasciato nemmeno sfuggire la notizia che alla scuola Marco Polo di Zerman di Mogliano l'idea della dirigenza scolastica sarebbe quella di non far realizzare il presepe agli studenti per rispetto dei bambini di altri culti e religioni. Una proposta che però non è piaciuta a Salvini.

«Ma cosa ci può essere di più assurdo? In una scuola elementare in provincia di Treviso le maestre avrebbero deciso di rinunciare al presepe perché offende bimbi di altre religioni. Se è vero, siamo di fronte all’ennesima idiozia! Come si può pensare che i simboli più amati della nostra civiltà, segni di pace e di fratellanza, possano offendere qualcuno? Giù le mani dal Natale! P.s. Segnalatemi altri casi come questo, se serve andrò anche di persona a visitare queste scuole».

In merito sono poi intervenuti Elena Donazzan ed il consigliere comunale di Treviso Davide Visentin, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia: «Quanto accaduto a Mogliano è vergognoso. La decisione del Preside di vietare il presepe non solo è irrispettosa nei confronti della nostra identità e della nostra tradizione, ma ha il chiaro obbiettivo di tranciare le nostre radici culturali a beneficio di chi è arrivato in Italia l’altro ieri, tutto questo in nome della laicità. E’ un segnale di sottomissione che non possiamo accettare. Il presepe rappresenta la nostra identità cristiana, è sinonimo di famiglia, maternità e pace ed è un simbolo riconosciuto universalmente». 

«Questa è l’ennesima dimostrazione - continua Donazzan – di faziosità da parte di chi dovrebbe invece fare gli interessi dei più piccoli e delle loro famiglie. La realizzazione del Presepe poteva essere un momento di condivisione tra tutti i bambini, soprattutto con quelli di altre nazionalità e di altre religioni che avrebbero avuto l’occasione di comprendere una parte importante della nostra identità per proseguire in quel percorso di crescita che li porterà un giorno a scegliere di essere italiani e a richiedere la cittadinanza».

«Da lunedì mattina – prosegue il consigliere comunale Visentin – mi prodigherò, attraverso la giunta ed il Consiglio Comunale, per sensibilizzare tutti i Dirigenti scolastici delle scuole del territorio comunale, senza distinzione di grado, affinché venga realizzato ed esposto il presepe nei propri istituti scolastici. Questo preside che ha deciso di non fare il presepe, è davvero sicuro che i bambini di religioni diverse, ed i loro genitori, non lo avrebbero voluto?». «Invitiamo le famiglie ad andare a scuola – concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia - e a fare il presepe insieme ai propri figli perché la scuola appartiene a loro e non all’ottusità di questo Preside che preferisce vietare la “pericolosa” capanna di Nazareth piuttosto che donare alla scuola un presepe simbolo dei valori solidaristici della cristianità».

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