L'assessore Donazzan: «Il reddito di cittadinanza è stato un flop»

L'assessore al Lavoro del Veneto commenta con i colleghi di Liguria e Piemonte i risultati del reddito di cittadinanza criticando l'operato del Ministro 5 Stelle, Luigi Di Maio

«Fratelli d'Italia l'aveva previsto: il reddito di cittadinanza ha fatto flop». Con queste parole gli assessori regionali al Lavoro della Liguria Gianni Berrino, del Piemonte Elena Chiorino e del Veneto Elena Donazzan, commentando la nota del Def (Nadef) ripresa anche da 'Il Sole 24 Ore'.

«I dati confermano che il reddito di cittadinanza è stato fatto partire troppo in fretta senza avere una regia vera di come si sarebbe sviluppato successivamente e quindi sono stati spesi inutilmente miliardi di euro. Per carità le finalità, cioè aiutare chi non arriva a fine mese, erano giuste- proseguono  Berrino, Chiorino e Donazzan - ma dietro questo nobile intento in realtà si nascondeva quello che abbiamo sempre detto: il reddito di cittadinanza è una mera forma di assistenzialismo che non garantisce nessuna possibilità di trovare lavoro. I dati diffusi confermano che nel 2020 la disoccupazione crescerà e quindi tutto ciò che è stato detto dall'ex ministro al lavoro, oggi agli esteri, Luigi Di Maio si è rivelata un'enorme bufala: non è affatto vero infatti che con il reddito di cittadinanza si sarebbe sconfitta la povertà e si sarebbe dato un lavoro a tutti quelli che oggi non lavoravano. Per fare trovare lavoro– sottolineano i tre assessori regionali - ci vogliono investimenti miliardari di politiche economiche che facciano aprire i cantieri, che facilitino le assunzioni da parte delle aziende e ovviamente,  una volta che i posti si sono creati, misure serie di politiche attive del lavoro per fare finalmente crescere l'incrocio tra domanda e offerta. Ad oggi, invece, siamo solo ad un mero assistenzialismo e dubitiamo anche che nel 2020 il Reddito di Cittadinanza provochi quell'aumento dell'occupazione che il Governo continua a sottolineare come possibile. Riteniamo, altresì, che sarebbe stato più opportuno destinare i denari del reddito di cittadinanza al potenziamento del già esistente assegno del reddito di inclusione e convogliare tutti gli altri miliardi sullo sviluppo economico e quindi sulla creazione di nuovi posti di lavoro» concludono Berrino, Chiorino e Donazzan.

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