Referendum sulla fusione: domenica Ormelle e San Polo decidono

I cittadini dei due Comuni, il 26 gennaio, sono chiamati a esprimere il loro parere sull'unificazione nel nuovo Lia Piave. Zaia: "Il futuro di queste comunità di costruisce con una fusione"

Diventare un unico Comune o restare separati? Domenica 26 gennaio i cittadini di San Polo di Piave e Ormelle decideranno se dare o meno vita alla nuova realtà Lia Piave attraverso un referendum.

Si tratta di una scelta importante, una "data storica" come l'ha definita il governatore del Veneto Luca Zaia, da sempre favorevole alla fusione delle due comunità. Se i cittadini propenderanno per l'unione, potrà finalmente concretizzarsi l'iter avviato nel 2013.

FAVOREVOLE - “Dal voto, dalla scelta dei cittadini di Ormelle e San Polo dipenderà la nascita di un nuovo Ente locale che, io ne sono convinto, sarà in grado di amministrarli con maggior efficacia, perché potrà sommare energie e risorse oggi divise, perché potrà organizzare più funzionalmente i servizi, perché acquisirà attraverso la razionalizzazione della spesa pubblica nuove disponibilità per gli investimenti, perché quella di Lia Piave diverrà una comunità più grande e più forte”.

Ho da subito manifestato il mio pieno appoggio all’unione – ha spiegato Zaia – perché credo che la ragionevolezza, la lungimiranza e il buonsenso ci spingano esattamente in questa direzione. Nessuno deve rinunciare alla propria identità e alla propria storia, ma tutti hanno l’obbligo di lavorare per garantire ai cittadini le migliori soluzioni amministrative possibili per il presente e per il futuro. La Regione sta agendo in questo senso, incoraggiando queste forme di aggregazione i cui benefici sono innegabili, all’interno di quel disegno complessivo di riforma che è il Piano di riordino territoriale che cambierà la geografia amministrativa del Veneto, secondo una logica di semplificazione dei livelli di governance e di incremento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione dei Comuni”.

CONTRARIA - Più cauta invece la deputata trevigiana del Pd, Simonetta Rubinato: “Gestioni associate, unioni e fusioni dei comuni non sono 'strumenti' buoni o cattivi in sé, ma vanno valutati caso per caso per verificare quale sia il più adatto ed opportuno alla singola realtà. La fusione tra due o più comunità, storicamente diverse, ha in più implicazioni sulla loro identità. Per cui anche all'interno dei partiti possono esserci opinioni diverse sul singolo caso ed è giusto dare la parola ai cittadini con un referendum e rispettare poi le loro decisioni”.

Tuttavia secondo Rubinato, sindaco di Roncade, ai cittadini deve essere ben chiaro quali siano i vantaggi derivanti da una fusione, che comunque dovrebbe essere preceduta "da un percorso di collaborazione tra enti locali attraverso forme reversibili come la gestione associata di servizi o l'unione. Come un matrimonio è preceduto di regola da un fidanzamento”.

Nel caso di Ormelle e San Polo, Rubinato ha tenuto a fare alcune precisazioni: “Non è mia abitudine inviare ‘uomini di fiducia’ ad incontri pubblici a parlare per mio conto - ha sottolineato - I tecnici di Roncade, presenti qualche giorno fa all’incontro di Ormelle in quanto invitati dagli organizzatori, si sono limitati ad illustrare ciò che la normativa e la Corte dei Conti sostengono tuttora e cioè che una scelta come quella della fusione deve dimostrare con dati certi i benefici che riceveranno i cittadini. I tecnici hanno sottolineato, in particolare, che a loro parere i cittadini dei due comuni in causa sono stati chiamati ad esprimersi senza essere stati messi in condizione di capire attraverso dati certi quali fossero i costi veri e i benefici veri. Un’opinione - ha concluso - che mi sento anch’io ora di condividere”.

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