«La vendita delle quote Ascopiave è stato un danno economico e morale incalcolabile»

A dirlo è la candidata a sindaco per Pieve di Soligo, Silvia Mazzocco. Un grande atto d'accusa verso il sindaco Soldan che infiamma e fa entrare nel vivo la campagna elettorale

In foto: Silvia Mazzocco

«La campagna elettorale 2019 entra nel clou proprio nel periodo in cui solitamente l’amministrazione comunale di Pieve di Soligo riceveva i dividenti Ascopiave, pari a circa 380 mila euro annui».

Parole della candidata sindaco Silvia Mazzocco della lista civica "Mazzocco sindaco" a Pieve di Soligo. «Considerando la vendita delle quote Ascopiave decisa nel 2016 dalla giunta Soldan - dichiara la candidata - il Comune di Pieve di Soligo ha perso sinora 4 anni di dividenti, complessivamente per circa un milione e 500 mila euro. A questi andrebbe aggiunto il dividendo straordinario del 2016 di ulteriori 210 mila euro, per un mancato introito totale dal 2016 ad oggi di oltre un milione e 700 mila euro. Dividendo annuo che, è bene sottolinearlo, grazie al sindaco Soldan il Comune di Pieve di Soligo non percepirà mai più in futuro. Ma non è tutto. Al danno “dividendi” che si ripercuoterà sulle attuali e future generazioni, per i cittadini di Pieve di Soligo si aggiunge la beffa: le quote Ascopiave vendute nel 2016 a 2,2352 euro (per un totale di 6 milioni e 580 mila 279 euro incassati), oggi sono stimate oltre 4 euro ciascuna. Pertanto, se vendute oggi, le quote avrebbero prodotto un incasso quasi doppio, cioè circa 5 milioni e 400 mila euro in più. Morale della favola, in 4 anni il sindaco Soldan ha bruciato almeno 7 milioni di euro.

Tutto ciò - prosegue Mazzocco - fa riflettere sulla politica miope, priva di qualsiasi prospettiva amministrativa della giunta uscente: ha estromesso il Comune di Pieve di Soligo (capofila nella creazione di Ascopiave) da una società pubblica sana, con bilanci in attivo e ottima quotazione di borsa; ha svilito i lungimiranti ideali del senatore Fabbri che con oculata caparbietà politica era riuscito a far massa critica tra i 34 Comuni consorziati ed i 58 aderenti per dotare il territorio di una capillare rete di distribuzione del metano che nessuna azienda privata avrebbe fatto; pone degli interrogativi sulla permanenza della sede Ascopiave a Pieve di Soligo con le conseguenti ricadute negative per i dipendenti, lo sportello per gli utenti e lo stesso indotto economico per le realtà imprenditoriali. Tutto questo - conclude la candidata - mentre solo pochi mesi prima della messa in vendita, il sindaco firmava un documento ufficiale (vedi allegato) in cui dichiarava di voler vendere solo metà delle quote Ascopiave. Chi tradisce gli elettori? Chi ha cuore la storia di Pieve di Soligo? Quale padre di famiglia brucerebbe il patrimonio dei nonni e dei genitori senza pensare al futuro dei propri figli e dei propri nipoti?»

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