Treviso si spacca sugli stipendi, si risparmierebbe quasi un milione

Continua la battaglia, anche su Facebook, sui tagli alla politica di Treviso. Caldato si sfoga: "Nonostante ciò, resto comunque nel partito"

Si scatena su internet il consigliere del partito democratico trevigiano Maristella Caldato, in merito al dibattito politico recente e alla spaccatura della maggioranza sulla sua proposta di riduzione del 30 % degli emolumenti della giunta e dei consiglieri. L’atmosfera si scalda a Ca’ Sugana, anche in previsione di lunedì 5 agosta, giornata prevista per l’approvazione del bilancio di previsione da parte della neo eletta amministrazione. Si sfoga il consigliere Caldato e accusa i colleghi di voler assecondare la precedente giunta, guidata da Gobbo: “Ho presentato dieci emendamenti al bilancio di previsione 2013, un bilancio che mai è stato discusso dalla giunta Manildo”. Scrive di essere stata processata: “Nel dibattito politico non è accettabile esprimere disprezzo per le proposte di un consigliere, per di più di maggioranza”. Caldato accusa Pretty Gorza (Sel) di essere stata definita spregevole da lei stessa, ma Gorza si difende eccome: “MAI ho utilizzato il termine spregevole, che non fa parte del mio vocabolario istituzionale. Il mio intervento alla riunione di giovedì è stato contenuto. Invito Caldato ad usare maggiore precisione nell’attribuire frasi o comportamenti a persone determinate”.

LA PROPOSTA DI CALDATO A MANILDO

Quella sulla riduzione degli stipendi, è una questione rimarcata negli ultimi giorni. Dopo la proposta della consigliera Caldato, la replica di sindaco e vicesindaco: “Tagliare il 30% significherebbe regalare le briciole ai cittadini, preferiamo risparmiare ottimizzando altre risorse, ad esempio tagliando nel settore dirigenziale”. E così è stato, pochi giorni dopo è arrivato l’annuncio sulla riduzione di un dirigente del comune, con un risparmio di circa 76500 euro l’anno. Prima, invece, il taglio di un assessorato, da sette a sei. 

LA REPLICA DI MANILDO E GRIGOLETTO

La proposta ha fatto scaldare gli animi della giunta guidata da Giovanni Manildo riguardava il taglio agli stipendi del 30% sul lordo di sindaco, vicesindaco, assessori e consiglieri, per un totale di risparmio previsto di poco più di 150 mila euro l’anno. Vale a dire, in cinque anni, quasi 800 mila euro. Ma la risposta era stata rapida da parte dei vertici, che rimproveraano alla Caldato di aver avvisato la stampa locale prima che gli stessi interessati, prendendosi il merito di una proposta non ancora ufficialmente presentata in consiglio. I preparativi proseguono per lunedì in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione 2013, ma Caldato è convinta: “Sicuramente, nel pomeriggio di lunedì, dopo aver bocciato tutti i dieci emendamenti proposti da me, la Giunta Comunale, temendo pesanti ritorsioni a livello di immagine e di consenso politico, si riunirà d’urgenza per presentare una variazione al bilancio”. Ma ancora nulla di certo, per il risultato del match si dovrà attendere proprio il fatidico giorno. 

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