«Non diminuiscono le tasse per le famiglie, decima promessa tradita dal Comune»

Luigi Calesso di Coalizione Civica attacca la Giunta guidata dal sindaco Mario Conte dopo dieci mesi di governo nel capoluogo di Marca. «Nulla di fatto anche per le imposte locali»

Nuovo attacco di Coalizione Civica alla Giunta di Treviso guidata dal sindaco Mario Conte. Dopo dieci mesi di governo a capo della città, secondo il politico trevigiano sarebbero 10 le promesse elettorali non mantenute dal gruppo di maggioranza.

«A marzo - spiega Calesso - avevamo messo in evidenza, dopo nove mesi di vita della nuova giunta, le prime nove promesse tradite dall’amministrazione rispetto al programma del candidato sindaco Conte. E’ passato un altro mese e registriamo un altro impegno disatteso, quello rispetto alla pressione fiscale sulle famiglie. Il capitolo 21.4 del programma elettorale di Conte titolava “La Famiglia non è un Bancomat” e vi si legge: “vogliamo aiutare le famiglie ad uscire da questo lungo periodo di difficoltà economica e sociale, rivedendo alcune scelte dirette a fare cassa. Ad esempio, negli ultimi cinque anni Treviso è diventata il sesto capoluogo d’Italia per multe erogate, così come è aumentato il gettito fiscale dalle imposte locali, drenando risorse in modo improduttivo. Pur nella necessità di garantire la sicurezza stradale e l’equità fiscale, intendiamo perseguire politiche non economicamente punitive nei confronti delle famiglie trevigiane". Tralasciamo pure il fatto - continua Calesso - che l’aumento della tassazione locale e delle sanzioni registrato durante il mandato amministrativo a guida del centrosinistra non è nemmeno lontanamente paragonabile all’enorme incremento delle entrate da multe, tasse locali e tariffe registrato durante le amministrazioni leghiste (da meno di 19 milioni di euro nel 1998 a oltre 45 milioni nel 2007, per capirsi). In questi dieci mesi l’amministrazione Conte non sembra aver avviato interventi particolarmente incisivi per concretizzare l’obiettivo di rivedere le presunte “scelte dirette a far cassa”. Nulla di fatto, inoltre, anche sul fronte delle imposte locali nonostante che la nuova amministrazione abbia approvato il suo primo bilancio di previsione, quello per l’anno in corso. Modifiche delle tasse locali (TASI, IMU, TARI) o delle tariffe dei servizi? Nessuna. Rimodulazione dell’addizionale Irpef? Neanche a parlarne. Eppure è proprio in sede di  bilancio che si potrebbero e si dovrebbero introdurre i “correttivi” alla tassazione locale e alle tariffe che possono permettere “un concreto sostegno alle famiglie più numerose e una più equa ripartizione degli oneri” come recita il programma elettorale del Sindaco Conte. Insomma - conclude Calesso - la promessa di revisione delle scelte, di introduzione del quoziente familiare e della capacità di reddito è rimasta lettera morta, anche se lo strumento per trasformarla in realtà sarebbe sempre a disposizione dell’amministrazione.

Le altre 9 promesse tradite dal Comune secondo Coalizione Civica

1) “Più operatori sociali sulle strade”, in realtà hanno chiuso il finanziamento all'unico finora garantito dal Comune.
2) Consigliere delegato alla famiglia: non risulta sia stato nominato. D’altra parte, se a livello nazionale il governo Lega-grillini elimina il bonus baby-sitter non si capisce perché Treviso si dovrebbe intervenire a favore della famiglia.
3) Un assessorato unico per famiglia, istruzione e condizione giovanile, invece le deleghe sono suddivise tra due assessori. Come è noto, invece, di famiglia e asili nido si occupa l’assessore Tessarolo, di pubblica istruzione e condizione giovanile l’assessore Nizzetto.
4) Tutela dei festival cittadini, ma si tagliano i fondi e si prevedono accorpamenti. L’unica decisione che riguarda i festival cittadini è quella del drastico taglio del contributo al SoleLuna Doc Festival.
5) Dal consumo di territorio zero al “cemento responsabile”. Nel programma il Sindaco proclama di condividere l’impostazione del PAT contro il consumo di suolo ma adesso apre al “cemento responsabile” e alla edificazione nelle zone agricole.
6) La liberalizzazione della A27 è un “pezzo” della tangenziale cittadina ma non si fa nulla per ottenerla.
7) Incrocio da Pino: dal sottopasso alla rotatoria. Con estrema disinvoltura il Sindaco è passato dalla priorità per il sottopasso alla decisione di realizzare al posto dell’incrocio una rotatoria. Può darsi che si tratti di una soluzione migliore o che il sottopasso non fosse realizzabile: il Sindaco dovrebbe solo spiegarlo.
8) Riapertura della stazione ferroviaria Santi Quaranta: bisogna farla ma se Ferrovie dello Stato decide il contrario non si fa nulla.
9) L’accorpamento delle scuole elementari va governato e non subito, invece si cerano due alunni per una classe prima. Il programma, che ipotizza già l’accorpamento di scuole primarie, è puntualmente smentito in questi giorni dalle affermazioni del Sindaco: di fronte all'ipotesi che in una scuola non si formi il prossimo anno la classe prima invoca l’iscrizione dei due alunni “che mancano”, insistendo sull'importanza delle scuole nei quartieri.

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