Tecnologia 5G, Zanoni: «Necessario un monitoraggio preventivo per la salute di tutti»

Il consigliere regionale del Partito Democratico: «Ad oggi nonostante sia partita la sperimentazione, non ci sono studi che forniscano una valutazione adeguata sui rischi sanitari e per l’ecosistema»

“No all’autorizzazione di impianti con tecnologia 5G senza avere certezze sugli effetti per la salute pubblica e l’ambiente: è necessario un monitoraggio preventivo. Ad oggi nonostante sia partita la sperimentazione, non ci sono studi che forniscano una valutazione adeguata sui rischi sanitari e per l’ecosistema”. La richiesta è del gruppo consiliare del Partito Democratico che ha presentato una mozione che ha come primo firmatario Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente. “I dubbi - spiega - arrivano da più parti e, senza fare allarmismi, crediamo sia doveroso mettere la salute dei cittadini al primo posto. Certamente aumenterà l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici a radiofrequenza visto che la nuova tecnologia andrà a sommarsi a quelle esistenti (2G, 3G, 4G, Wi-Fi), portando ad probabile una saturazione dello spazio elettromagnetico. Ricordo che l’Oms classifica il 4G come ‘probabile elemento cancerogeno (Classe 2B), inoltre una ricerca dell’Istituto Ramazzini di Bologna ha confermato l’insorgenza di tumori al cuore per i ratti maschi esposti alle onde decimetriche delle stazioni radiobase, a 50 Volt/metro. Un valore che è comunque inferiore ai 60 previsto dalla Raccomandazione europea 1999/519/CE e a cui l’Agcom vorrebbe venisse adeguato il limite italiano, attualmente pari a 6 Volt/metro, ampliandolo in maniera esponenziale, dieci volte tanto, in modo da favorire lo sviluppo della rete 5G”.

“Il nostro è un invito a evitare fughe in avanti, considerato che ci sono studi e approfondimenti in corso, da parte delle Arpa come del Sistema nazionale protezione ambiente (Snpa). Nel frattempo c’è chi ha già messo le mani avanti vietando questa tecnologia, in Europa come in Italia: dalla regione di Bruxelles a diversi Comuni italiani, specialmente veneti. Perciò chiediamo alla Giunta di coinvolgere autorità locali e Arpav nella pianificazione degli impianti 5G e relative autorizzazioni, garantendo poi alla stessa Arpav personale e risorse per monitorare gli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici sia sui cittadini che sull’ecosistema. Una mozione analoga - sottolinea - è stata approvata in Toscana con una maggioranza trasversale e anche il Consiglio regionale delle Marche si è mosso,  impegnando la Giunta a lanciare una campagna informativa sui possibili rischi. Non siamo né i primi né gli unici a preoccuparci: su un tema così delicato è bene intervenire con tutte le precauzioni possibili”. 

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Nel frattempo l'Arpav ha in queste ore pubblicato sul proprio sito una pagina web con alcune semplici domande e risposte sul tema del 5G.

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