Tempesta Vaia: «In un anno la Regione non ha fatto nulla contro i cambiamenti climatici»

Il consigliere regionale Andrea Zanoni torna all'attacco nel giorno dell'anniversario della terribile tempesta che ha sconvolto le montagne bellunesi: «Basta chiacchiere»

«Un anno dopo l’uragano Vaia, Zaia fa il bilancio e si vanta della bravura con cui la Regione ha speso centinaia di milioni per riparare ai gravissimi danni, soldi oltretutto arrivati da Roma e da Bruxelles. Ma perché in una regione dove i cambiamenti climatici hanno fatto disastri come in poche altre aree d’Europa, si continua a inseguire il problema anziché investire in prevenzione?».

L’osservazione è del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, a dodici mesi di distanza dal maltempo che ha devastato la provincia di Belluno e non solo. «Purtroppo l’uragano Vaia non è il primo né l’ultimo di una lunga serie di episodi calamitosi. Nel 2015 c’è stato il tornado che ha raso al suolo decine di case e Villa Fini nella Riviera del Brenta, nel 2017 la siccità ha provocato danni per un miliardo all’agricoltura veneta a cui vanno aggiunti i cento milioni causati quest’anno dalla cimice asiatica. Sempre nel 2019 abbiamo dovuto fare i conti con la siccità dei primi quattro mesi che ha azzerato la produzione delle olive in provincia di Treviso, poi con piogge e allagamenti nella seconda metà della primavera, con precipitazioni superiori del 300% rispetto alla norma, con ulteriori conseguenze disastrose per l’agricoltura. E, ancora, trombe d’aria e grandinate ad agosto che hanno spazzato via decine di ettari di vigneti. Nel mezzo, appunto, l’uragano Vaia con milioni di alberi abbattuti, pari a 28mila ettari di boschi letteralmente rasi al suolo, 208 Comuni coinvolti e un conto finale di un miliardo e settecentomila euro. Nessuno nega che l’emergenza sia stata ben gestita, ma sulla fase successiva i dubbi permangono: ci sono migliaia e migliaia di piante rimaste a terra, che rischiano di essere attaccate dal bostrico, un parassita che poi si potrebbe trasmettere a quelle rimaste in piedi, aggravando la situazione; le operazioni di ripulitura sono in forte ritardo. Il commissario straordinario Zaia, nonostante i pieni poteri, non ha fatto grandi cose, anzi. Il problema resta però a monte: non servono incontri, conferenze e comunicati per dire ‘come siamo stati bravi’ a riparare il danno facendo l’elenco degli interventi, è necessario spendere soldi in prevenzione - avverte il vicepresidente della commissione Ambiente - Nel bilancio ci aspettavamo misure concrete e fondi conseguenti per combattere i cambiamenti climatici contrastando finalmente le emissioni di anidride carbonica, il gas climalterante per eccellenza, che sta surriscaldando l’intero pianeta. Invece non abbiamo trovato neanche un paragrafo. Ad agire solo sull'emergenza non si va lontano, ci troveremo a contare i danni del prossimo disastro - conclude Zanoni - Invito la maggioranza ad affrontare seriamente questo problema, cominciando dall'approvazione delle nostre mozioni e dei nostri emendamenti al bilancio 2020-2022 che prevedono un lungo elenco di azioni concrete per combattere alla radice le cause dei cambiamenti climatici. Il tempo delle chiacchiere è finito». 

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