No a Terralta Veneta, Sel: "Fare piuttosto una grande Treviso"

Luca de Marco e Marco Pedretti (Sel) si esprimono in seguito alla bocciatura da parte dell'elettorato della fusione tra Villorba e Povegliano

In foto Luca de Marco

VILLORBA/POVEGLIANO - I cittadini di Villorba e Povegliano hanno bocciato la proposta di fusione e di creazione di Terralta Veneta. "Dopo il no alla fusione di San Polo di Piave e Ormelle nel “Lia Piave”, siamo di fronte ad un dato  oggettivo: le proposte di fusione scarsamente motivate, spinte e animate da intese personali tra i sindaci, non convincono e non persuadono, anche quando si tirano in campo argomenti propagandistici rozzi e strumentali come quelli relativi a eventuali nuovi finanziamenti, e la minaccia di nuove tasse per le popolazioni che non si adeguano alle scelte dei sindaci". Così esordisce Luda de Marco, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel), insieme a Marco Pedretti, coordinatore circolo Sel di Treviso

"Si tratta di un segno di maturità dell’elettorato e non di una arretratezza di chi non comprenderebbe, e anzi ostacolerebbe, il cammino della storia. Sel si è impegnata nel fronte del no e registra con soddisfazione questo risultato - continua de Marco -  L’idea che i problemi di politica sociale ed economica si risolvano eliminando le istituzioni rappresentative, tagliando la democrazia, abolendo le elezioni, è una idea fuorviante e che ha come fine ultimo la verticalizzazione estrema del potere, magari per far passare più agevolmente le tanto invocate “riforme”, che oggi si traducono purtroppo in tagli ai diritti e peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini".

Il riordino dell’architettura democratica sulla quale si regge il paese non può essere affrontato con interventi frammentari, al di fuori di un disegno complessivo e razionale, secondo il partito. "Per noi ha un senso avviare un ragionamento serio attorno alla prospettiva di una grande Treviso (un solo Comune con dieci Municipi), e all’articolazione della dimensione comunale secondo una logica di aggregazione che tenga conto delle reali connessioni e relazioni di vita, di studio, di lavoro e di mobilità dei cittadini che animano le nostre comunità. - sostiene de Marco - Esistono in provincia dei poli ospedalieri, commerciali, scolastici, industriali, che si addensano o coincidono con i comuni a valenza mandamentale. Porsi il problema di una possibile nuova forma di governo democratico e rappresentativo che possa effettivamente comportare un miglioramento e una possibilità di controllo da parte dei cittadini sulle scelte che riguardano il territorio e i servizi che vengono erogati in quel territorio, servirebbe anche a proporre scelte comprensibili ai cittadini, slegate dalle personali simpatie e consonanze reciproche tra quel sindaco e quell’altro".

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