Trasporto pubblico, il presidente Zaia: "Nessuna bella notizia"

Si è conclusa con un nulla di fatto la Conferenza dei Presidenti delle Regioni. Nessuna decisione, dunque, su trasporti, sanità, liberalizzazioni e Province

Nell'ennesima giornata di sciopero del trasporto pubblico, si è tenuta a Roma la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, che Luca Zaia ha riassunto con un rassegnato "Nessuna bella notizia". Trasporto pubblico locale, sanità, liberalizzazioni, Province: è tutto ancora da decidere.

"Esiste ancora la totale e assoluta incertezza rispetto al finanziamento del trasporto pubblico locale – ha spiegato il presidente della Regione Veneto – Ciò significa che i nostri pendolari, studenti, lavoratori e cittadini in generale, ancora oggi non hanno certezza del mantenimento dei servizi".

Quello del trasporto pubblico locale è il cruccio principale delle Regioni: "Su tale fronte si corre il rischio di mettere in ginocchio un Paese intero – ha dichiarato Zaia – Ma siamo anche preoccupati soprattutto della grande demagogia che si sta diffondendo ‘lungo i binari’, dove le opposizioni dei singoli Governatori vendono questa vicenda come un fallimento delle Regioni. Queste ultime, invece, non c’entrano nulla – ha chiarito il presidente veneto – si tratta di una partita tutta nazionale e i finanziamenti vengono dal Governo, che in questo momento non è in grado di dirci quanto ci darà".

Luca Zaia ha espresso la propria opinione anche su un altro tema scottante, quello della sanità: "E’ in ballo un riparto di 106 miliardi di euro e su questo fronte c’è una vertenza in piedi: abbiamo fatto ricorso ai provvedimenti del Governo Berlusconi contro il ticket, perché è inaccettabile che si pensi di scaricare l’inefficienza di chi fa i conti a livello nazionale sulle Regioni".

"Oggi – ha concluso Zaia – i nostri cittadini sono costretti a pagare un ticket aggiuntivo per le visite perché il Governo ha deciso di scaricare ingiustamente sulle Regioni virtuose come la nostra un recupero di quasi cento milioni di euro che molti territori spreconi non riuscivano a recuperare per l’inusitato numero di esenti assistiti".

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