Dimissioni di Belliato: "Subito un piano industriale per Asco"

L'intervento di Giovanni Zorzi, segretario provinciale del PD di Treviso

TREVISO “Quando, nel giro di un mese, una società perde prima il Direttore Generale e poi il CFO, allora è bene farla finita con la girandola di dichiarazioni e annunci e concentrarsi seriamente sul suo futuro. Dopo le dimissioni di Belliato, risulta urgente ancora di più fare quello che finora non è stato fatto a dovere: spostare l’attenzione dalle dispute legali, su cui saranno gli organi competenti della magistratura a pronunciarsi, all’idea di quale piano industriale realizzare per lo sviluppo e la crescita della società, in modo che possa continuare a dare ai cittadini servizi efficienti e ai Comuni la certezza di risorse per i loro bilanci. Se partiamo dall’assunto che Asco sia una risorsa irrinunciabile per il nostro territorio, ritengo allora che compito della politica sia contribuire a fare chiarezza e suggerire una via d’uscita, per mettere in sicurezza il futuro della società, che deve continuare a essere patrimonio delle nostre comunità, così come era stata pensata dalla visione illuminata di Francesco Fabbri più di sessant’anni fa.

  Con il nuovo statuto di Aso Holding, trasformando la società in una holding pura, si è fatto un primo passo in avanti per superare le contrapposizioni, su cui i soci si sono avvitati per mesi, e per rendere il quadro complessivo più coerente con le disposizioni della Legge Madia. La domanda però è: una holding pura per fare cosa? Dal mondo produttivo del nostro territorio emerge chiara la richiesta di valorizzare gli asset in gestione al pubblico attraverso forme di coordinamento e aggregazione per superare una parcellizzazione che li rende poco efficienti e facile preda di appetiti di grandi gruppi. Bene, visto che si è parlato di progetti di multi-utility regionali, ritengo opportuno che Asco, nella sua forma di holding che controlli la sola quotata AscoPiave, debba iniziare un dialogo con altre società simili per dimensioni e struttura. Mentre AGSM di Verona presenta però aspetti problematici, AIM di Vicenza può essere il partner ideale in questa fase, per creare un polo del gas sufficientemente grande da non essere fagocitato dai grandi gruppi e sufficientemente piccolo da rispondere al meglio ai bisogni dei nostri territori. Sono due però le condizioni da soddisfare se si vuole che questo matrimonio abbia successo.

La prima è che si proceda ad un patto di sindacato, dal PD più volte invocato, per mettere i Comuni trevigiani nelle condizioni di superare le loro partecipazioni pulviscolari e interloquire in una posizione di pari dignità con il Comune di Vicenza, socio unico di AIM. La seconda condizione riguarda la natura della governance. Se la società vuole stare su un mercato strategico come quello del gas, dobbiamo evitare la “deriva venezuelana” accarezzata dalla Lega che sogna, più per ragioni di bottega che per visione politica, un ritorno alle nazionalizzazioni.  I Comuni da soli non sarebbero in grado di sostenere questa sfida. C’è bisogno di ripensare in modo meno conflittuale quindi il rapporto tra pubblico e privato. Abbiamo assistito in questi mesi a manifestazioni di interesse da parte di importanti soggetti del mondo industriale italiano. Ciò significa che Asco ha ancora forza attrattiva. Sarebbe quindi miope non cogliere l’opportunità di incrociare il vantaggio competitivo di nuovi investimenti con la domanda di una maggiore efficienza e qualità di servizi essenziali da parte di cittadini, imprese e famiglie. Una politica che pensa seriamente allo sviluppo del proprio territorio e al benessere dei suoi cittadini non può che lavorare in questa direzione.”

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Giovanni Zorzi, Segretario PD provincia Treviso

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