Presidente Zaia, il problema dell’Ater sono alloggi vuoti e investimenti

La proposta di Luigi Calesso: con un miliardo di euro si ristrutturano dai 10mila ai 20mila alloggi popolari

Il Presidente della Regione giustifica la legge con cui sono stati aumentati i canoni a moltissimi locatari di alloggi ATER con la necessità di “stanare” i furbetti, cioè coloro che sono assegnatari di alloggi popolari pur godendo di un reddito o di un patrimonio che permetterebbe loro di accedere al libero mercato della locazione o dell’acquisto di abitazioni. Giustamente, qualche lavoratore a basso reddito che non riesce a trovare casa sul mercato perché non è in grado di sostenere gli affitti “normali” dice pubblicamente che i locatari ATER godono comunque di una situazione più favorevole della sua.

Si rischia, insomma che si inneschi l’ennesima “guerra tra poveri” perché il problema vero degli alloggi popolari è la loro cronica insufficienza rispetto alle esigenze delle fasce deboli della popolazione (giovani precari, pensionati, famiglie a basso reddito…) molto più che quello dei “furbetti” (quanti possono essere, Presidente? quanti alloggi si libereranno? decine, forse centinaia quando la “lista d’attesa a livello regionale” è di migliaia di nuclei familiari).

Il problema principale è quello degli alloggi popolari (ATER e dei comuni) che risultano vuoti (qualche centinaio nella sola città di Treviso, a quanto pare) perché bisognosi di ristrutturazione prima di essere assegnati. Il problema vero è che la Regione Veneto non assegna alle ATER fondi sufficienti per effettuare queste ristrutturazioni e, di conseguenza, assegnare gli alloggi a chi è in “lista di attesa” e, perché no, allargare le maglie della concessione fino a includere quel lavoratore a basso reddito che, oggi, considerare i locatari ATER più fortunati di lui che a quelle graduatorie non può accedere.

Indubbiamente vi potranno essere casi di assegnatari degli alloggi popolari che non hanno (o avevano ma non hanno più) i requisiti patrimoniali e reddituali per accedere a quegli alloggi ma è molto più grave il problema della mancanza di fondi per rendere disponibili altri alloggi. La risposta di Regione e ATER continua a essere quella di mettere in vendita alloggi per raccogliere fondi ma la soluzione, invece, dovrebbe essere quella di una adeguata assegnazione di risorse da parte della Regione. Per la Pedemontana sono stati trovati miliardi e miliardi: non era possibile pensare che quei fondi, o una parte di essi, venissero utilizzati proprio per rimpinguare le casse delle ATER e permettere di rendere disponibili centinaia, forse migliaia di alloggi popolari. Basti pensare che, con una media di costo di ristrutturazione di 50.000 €, un miliardo è sufficiente per rendere disponibili 20.000 alloggi, se la media di costo è di 100.000 €, con la stessa cifra (un miliardo) se ne possono recuperare e assegnare 10.000. Non è accettabile che la logica sia sempre e solo quella di mettere in concorrenza i più deboli tra di loro, va detto con chiarezza che il numero insufficiente di alloggi popolari non figlio di un “destino cinico e baro” ma di precise scelte delle amministrazioni regionali che da decenni non investono a sufficienza in questo ambito.

Gigi Calesso

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