Profughi, Conte attacca: "Forme di integrazione che non hanno nulla di umano, sono solo affari"

Il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale: "Soldi per questa finta accoglienza, destinata non a proteggere i rifugiati di guerra ma ad integrare clandestini"

TREVISO “I trevigiani possono tranquillamente fare a meno di un modello di integrazione che prevede lo scopo di lucro delle cooperative sulla disperazione dei profughi di guerra, un invasione di migranti economici confusi tra i pochi veri rifugiati e che arrivano violando la legge in vigore sull’immigrazione, un centro città invaso di stranieri alla caccia del wifi libero e il microspaccio di droga finito nelle mani di questa gente”. Lo ho detto oggi il capogruppo della Lega Nord - Liga Liga Veneta Mario Conte.

“Nel paese di tagli ai bilanci degli enti pubblici, nella città – Treviso – dei tagli al sociale per finanziare gli imbellettamenti delle piazze, il sindaco gioisce perché da Roma arrivano soldi per la cosiddetta accoglienza. Non soldi per rispondere ai problemi delle famiglie trevigiane, ma soldi per questa finta accoglienza, destinata non a proteggere i pochissimi rifugiati di guerra ma ad integrare immigrati clandestini, che si muovono per ragioni economiche, sfruttati prima dai trafficanti sulle coste nord africane e poi dal business dell’accoglienza che è stato messo in piedi in Italia. Ma di quale accoglienza parliamo, quali case diamo, quali lavori? E perché l’ondata di arrivi in corso dovrebbe trasformarsi in una mega sanatoria dell’immigrazione clandestina?”.

Il consigliere Chaibi prima di rilasciare certe affermazioni assolutamente vergognose ed offensive, dovrebbe prima imparare il significato delle parole che utilizza e poi studiarsi la storia anche recente della nostra città, e scoprirà che per decenni abbiamo accolto immigrati extracomunitari nella Treviso a guida leghista, ma in quel periodo c’era lavoro ed esistevano vere opportunità. Condizioni che oggi non esistono. Invece di blaterare di queste forme di integrazione che non hanno nulla di umano ma sono solo affari, Manildo dovrebbe chiedere soldi per rispondere alle vere esigenze dei trevigiani e imparare a spendere il denaro pubblico secondo priorità, smettendola con questa ossessione salottiera per le cianfrusaglie dell’arredamento urbano. Sono altri i bisogni ma lui, il Sindaco, ha in testa solo mostre, gay pride e immigrati”.

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