Mostre di Linea D'Ombra a Padova e Verona: «Scelte di Conte inspiegabili e dannose»

Stefano Pelloni (PD): «Dopo importanti investimenti su Santa Caterina da parte di Manildo e dei privati, perdere Goldin è stato un errore incalcolabile per la città. Perdiamo attrattività a discapito di altri capoluoghi veneti. L’offerta culturale odierna non è nemmeno paragonabile»

Stefano Pelloni

«Spiace sapere che sarebbe stato possibile organizzare le mostre di Linea d’Ombra pensate per Verona e Padova, che stanno confermando, e confermeranno, successi di pubblico straordinari, a Treviso, ma che per una precisa scelta politica dell’amministrazione Conte quest’opportunità sia stata sprecata -dichiara Stefano Pelloni, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale- Dopo gli importanti investimenti su S. Caterina da parte della giunta Manildo e dei privati, pure contestati dall'allora consigliere Conte, perdere Goldin è stato un errore incalcolabile per la città».

«Per marcare la differenza con il passato, il sindaco Conte ha anche perso quanto di buono era stato fatto da Manildo -continua il capogruppo Dem- il ritorno delle mostre di Goldin e di Linea D’Ombra avevano fatto tornare Treviso alla ribalta nelle classifiche turistiche dopo anni di vacche molto magre. I risultati delle sue mostre non sono neanche paragonabili alle mostre su Leonardo da Vinci, NBA e nature morte».

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«L’ultima mostra trevigiana di Goldin ha portato 350.000 visitatori, oggi la società che organizza la mostra di Santa Caterina si pone come obiettivo 100.000 visitatori. Gli errori di quest'amministrazione non sono pagati solo da commercianti, albergatori e ristoratori, ma anche da tutti i cittadini trevigiani che perdono l'opportunità di vedere straordinari capolavori di valore mondiale nella loro città -conclude Stefano Pelloni- ad oggi purtroppo perdiamo competitività con città confinanti. Uniamoci e facciamo tornare Linea d'Ombra e i suoi successi».

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