La cittadinanza onoraria di Treviso a Liliana Segre? «Meglio darla a Egea Haffner»

La lettera di Giovanni Battista Patete, dirigente provinciale di Fratelli d'Italia Treviso

Liliana Segre

Calesso il demagogo di casa nostra, eccolo di nuovo a pontificare su cose inesistenti sulle quali non ritiene necessario neanche documentarsi. Non è gli é bastata la figura barbina sull’omogenitorialità, adesso si è buttato a capofitto nella crociata a favore di Liliana Segre, sciorinando una serie di fandonie assurde. Dal suo appello apparso su qualche quotidiano locale fa appello al Consiglio Comunale di Treviso affinchè nel più breve tempo possibile sia concessa la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, perché a suo dire bisogna fare chiarezza sulla inquietante recrudescenza dei rigurgiti neofascisti presenti anche nel territorio della Marca.

Parla di aggressioni e di atti squadristi commessi da neofascisti, parla delle minacce alla Senatrice Segre e si spinge anche a dichiarare “no alle minacce di tutti i tipi sui social network”, addirittura afferma che non esiste un problema di opposti estremismi perché il numero e la gravità degli episodi registrati a carico dell’estrema destra non hanno paragone a nessun altro tipo di organizzazioni politiche. Calesso, ma ci faccia il piacere… Nelle sue dichiarazioni continua a farneticare, parla della lapide apposta sulla caserma Cadorin  a ricordo degli internati dicendo che è stata generata dal fascismo, ma dimentica la strage della cartiera Burgo generata dai partigiani, vogliamo ricordargli che ogni violenza deve essere condannata, non solo quella che gli fa piú comodo. 

Per avvalorare le sue tesi continua a parlare delle minacce ricevute dalla Senatrice Segre (la senatrice non sapeva neanche di aver ricevuto minacce) e alla fine cade nel ridicolo parlando dell’incendio della libreria “la pecora elettrica” adducendola come aggressione fascista. Adesso Signor Calesso parliamo di cose serie e smettiamola con questa lagna dei fascisti che esiste solo nella vostra testa, d’altronde qualcuno qualche anno fa scrisse un libro sul tema “Il fascismo degli antifascisti”.

Parliamo della violenza sui social network e degli attacchi alla Senatrice Segre e smontiamo una volta per tutte questa bufala. Vede Calesso noi prima di parlare ci informiamo, e sarebbe cosa buona lo facesse anche lei perché quanto riportato dal noto giornale di sinistra “Repubblica” è falso! Osservando i dati dell’osservatorio antisemitismo dei duecento insulti al giorno non c’è traccia, i dati si riferiscono al 2018 e non al 2019 e gli episodi di antisemitismo sono 197 all’anno, riferiti a diversi personaggi, e non provenivano solo dall’ estrema destra ma anche da sinistra (ma guarda un pò) e da islamici.

In merito alla sua campagna “NO ALLA VIOLENZA SUI SOCIAL NETWORK”, non mi pare abbia mai speso una parola contro gli attacchi che giornalmente subisce il nostro presidente Giorgia Meloni, quelli se vuole possiamo farglieli avere in modo tale che si inizi a documentare, così vediamo se i numeri degli attacchi hanno o meno paragone con gli episodi registrati nella sua testa.

In merito alla libreria antifascista “La pecora elettrica” data alle fiamme, non si è trattato di un attacco fascista (come vuole far intendere), ripeto si informi prima, l’autore è stato un tunisino, molto probabilmente un soggetto tra quelli fatti entrare in Italia dai vostri "compagni di partito" senza alcun controllo. Calesso fa parte di quella sinistra che specula su tutto, e dunque poteva mancare la speculazione sulla Senatrice Segre? Allora gli voglio far conoscere la storia di Egea Haffner e chiedere che venga concessa a lei la cittadinanza onoraria di Treviso. Egea Haffner è la bambina con la valigia di cartone immortalata durante l’esodo Giuliano-Istriano-Dalmata. Deportata ancora bambina, immortalata con la valigia di cartone riportante il numero 30001 (scritto dallo zio e indicante il numero degli abitanti di Pola), dopo avergli ammazzato il padre, in quanto italiano (non fascista) molto probabilmente buttato ancora vivo in una foiba.

Egea Haffner è ancora viva ed ha piú o meno la stessa età di Liliana Segre, Calesso ci spieghi perché una è stata nominata senatrice a vita e l’altra no. E’ vero il rigurgito c’è ma non è fascista, quello esiste solo nelle vostre teste, il rigurgito è di sisnistra, speculativo, falso e demagogico. Ma per fortuna la gente inizia a capire e ad informarsi.

Giovanni Battista Patete

Dirigente Provinciale

Fratelli d'Italia Treviso

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