Il partito dei Veneti difende l'assessore Nizzetto: «Non va giù alla sinistra nazionalista»

La lettera di Daniele Visentin, vice coordinatore del movimento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Ci risiamo. A Treviso la sinistra è sempre all’attacco dell’assessora indipendentista Silvia Nizzetto. Sicuramente non per quanto compie nell’esercizio del mandato elettorale ma perché ha il difetto di essere prima veneta che italiana. Questo alla sinistra nazionalista non va proprio giù. Ed ecco partire una petizione, a firma di Luigi Calesso, per chiederne le dimissioni perché rea di essere viziata “da una visione culturale assolutamente anacronistica quando si occupa dell'istruzione pubblica”. Ma cosa dovrebbe fare la Nizzetto? Ignorare che i veneti hanno avuto una storia gloriosa? Lei vuole e lotta ogni giorno affinché i veneti conoscano la magnificenza della loro storia: primo Stato che ha abolito la schiavitù, prima nazione al mondo che ha avuto una donna laureata, nazione culla della nascita del metodo scientifico, primo esempio di catena di montaggio (arsenale) 400 anni prima di Ford, primo stato al mondo che ha riconosciuto gli Stati Uniti d’America, inventore del simbolo @ e molto altro ancora. Una storia che fa paura a molti e alla sinistra nazionalista, ma non alla Nizzetto e a noi veneti che la vogliamo insegnata nelle nostre scuole, anche perché la storia dello Stato veneto è storia di libertà e di giustizia. Il più lungo esempio di Stato al mondo, durato la bellezza di 1100 anni, quando l’Italia ne ha poco più di 150 e appena nata ha costretto i veneti ad emigrare perché sopraffatti da una povertà sino a quel momento sconosciuta. Uno Stato che sapeva produrre, investire e conosceva quando spendere e risparmiare. Quando Venezia cadde, nel 1797, la sua Zecca teneva in deposito 40 milioni di lire d’oro dell’epoca. Con quei soldi oggi si potrebbe pagare metà del debito pubblico italiano, a dimostrazione che il senso di responsabilità della gestione della cosa pubblica è cultura veneta. E’ in questa storia che ritroviamo la costante richiesta veneta di autogoverno. Una cultura lontana dallo spreco tipico delle istituzioni italiane che ci hanno schiacciati ad un debito pubblico di quasi 2.400 miliardi, di cui nemmeno un centesimo a causa dei veneti. Basta con queste ideologie nazionaliste ottocentesche, sia di destra che di sinistra, che ci hanno confinato all’arretratezza culturale. Grazie a quegli amministratori che finalmente recuperano l’orgoglio della nostra storia! Ed, intanto, Nizzetto batte Calesso 800 a 100. Tante sono le adesioni pro e contro la Nizzetto, sul sito di petizioni change.org.

Daniele Visentin – Vice Coordinatore del Partito dei Veneti

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