«Tasse alle associazioni no profit, una vergogna fare cassa con il volontariato»

Il capogruppo del PD nel consiglio comunale di Treviso, Stefano Pelloni, lancia un appello al sindaco Mario Conte: il sociale dei Comuni è a forte rischio

Stefano Pelloni, capogruppo del PD in consiglio comunale

«Forse la natura stessa del “Governo del Cambiamento” non sta nella novità della sua proposta politica, quanto nell’annunciare un cambiamento dopo l’approvazione di ciascuna norma? -dichiara il capogruppo PD Stefano Pelloni- avevamo, infatti, assistito all’annuncio di una retromarcia anche dopo la vergognosa cancellazione dei fondi per le periferie. Oggi rimangono i provvedimenti votati, come la cancellazione di quei fondi a bandi già avviati o il raddoppio delle tasse per il volontariato e l’annuncio di un possibile cambiamento. Siamo di fronte alla più totale incompetenza».

«Il volontariato oggi è un patrimonio quanto mai necessario per gli enti locali della nostra provincia: i numeri parlano di 450 associazioni di volontariato, 80 mila soci e quasi 8 mila volontari attivi nel nostro territorio. Il loro straordinario servizio (gratuito!), in primis in ambito sociale, sta sostituendo le sempre maggiori carenze e mancanze del settore pubblico. Da un lato l’Azienda ULSS sta progressivamente abbandonando la sua seconda “S” (relativa ai servizi Sociali), favorendo quasi esclusivamente la prima (quelli Sanitari). Il caso del licenziamento del direttore dei Servizi Socio Sanitari dott. Faronato, avvenuto in questi giorni, per caso riguarda anche questo trend di disinvestimento sui servizi sociali? - si interroga Stefano Pelloni - Dall’altro le possibilità di spesa per dei Comuni si fanno sempre più strette a causa dei tagli».

«In questo quadro - spiega ancora il capogruppo PD - la scelta del governo di aumentare in questa maniera la tassazione sul no-profit mette a rischio un sistema, di cui il nostro territorio è un’eccellenza nazionale. Non è una norma anti-furbetti, come la definita il Ministro Salvini, bensì anti volontariato. I cittadini più deboli dei nostri territori rischiano di pagare un costo inaccettabile, il Governo torni subito indietro, passando dagli annunci ai fatti. Chiediamo anche al sindaco Conte di impegnarsi a tutela dei cittadini trevigiani, visti i suoi rapporti con il governo nazionale».

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