Silvia Benedetti e Sara Cunial: “Sulle plastiche occorre ripensare un modello dell’usa e getta che è folle”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

«I tre presidenti europei delle associazioni dell’industria delle materie plastiche, schierandosi contro la proposta di imposta di 1000 € su ogni tonnellata di plastica, dimostrano di dare priorità all’interesse economico di pochi rispetto alla tutela dell’ambiente che è di tutti». Questo il pensiero delle deputate del gruppo misto Silvia Benedetti e Sara Cunial.

«Questo settore industriale ha basato la propria fortuna sull’applicazione del modello dell’usa e getta ad un materiale che non si decompone mai ed è riutilizzabile poche volte perché una volta riciclato è meno performante della materia vergine. E’ vero che i rifiuti non correttamente smaltiti dipendono dall'inciviltà di chi li disperde nell’ambiente con comportamenti puniti quando sono ravvisati, ma il settore che produce un materiale destinato a diventare un rifiuto per l’eternità dopo pochi minuti di utilizzo e con i costi di smaltimento a carico della collettività è corresponsabile. Troviamo scorretto paventare la minaccia di perdita di posti di lavoro: ci sembra impossibile che un settore così avanzato non abbia previsto che le criticità del modello “usa e getta” avrebbero presentato il conto prima o poi: e’ per esempio evidente che la plastica si ricava dal petrolio, una risorsa non rinnovabile che durerà ancora per pochi decenni. Non è più saggio iniziare a voltare pagina già ora, preservando quel poco che resta di sano dell’ambiente? Per tutti questi motivi -terminano le due portavoci- non possiamo che essere favorevoli a questa imposta: e’ tempo che il settore della plastica ricicli esso stesso convertendosi ad un futuro maggiormente sostenibile».

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