Vertenza Sirti, il secondo incontro tra sindacati e azienda non è risolutorio

Programmate due ulteriori giornate in Assolombarda: necessario un approfondimento negoziale prima di approdare al Mi.S.E.

E’ proseguito nella giornata di venerdì, alla sede di Assolombarda di Milano, il confronto con l’azienda Sirti in merito alla delicata vertenza inerente la procedura di licenziamento collettivo di 833 persone su un totale di 3.692. Nel trevigiano è coinvolto il sito di Mareno di Piave: “Stiamo lavorando per sciogliere tutti i nodi posti al tavolo con i termini stetti che la procedura impone, le giornate del 4 e del 5 aprile diventano fondamentali per una conclusione positiva della vertenza”. A dirlo è Claudia Gava della FIOM CGIL di Treviso, il loco con le rappresentanze nazionali dei metalmeccanici e i vertici di Sirti. Concluso il pacchetto di ore di mobilitazione, restano in piedi, anche per il sito di Mareno di Piave, il blocco degli straordinari, lo sciopero dei tempi di viaggio, della reperibilità e degli interventi programmati.

"Sirti, da noi sollecitata, ha delineato la platea occupazionale stimata alla fine del 2021, con un calo presunto fissato in 427 unità destinate ad uscire. Un numero di esuberi che, pur gestito con strumenti di accompagnamento alla pensione (incentivato e volontario) è stato giudicato troppo elevato e non rispondente ai reali assetti futuri necessari alla mission aziendale. Pertanto, la delegazione sindacale ha chiesto un’ulteriore sensibile riduzione dei numeri in uscita, anche per il tramite di stabilizzazioni dei tempi determinati e dei somministrati (ricambio generazionale), nonché delle riconversioni interne" fanno sapere le Rsu Sirti, la Fim, la Fiom, l'Uilm territoriali e nazionali.

"Su quest’ultimo punto, Sirti ha manifestato la disponibilità alla ricollocazione di 136 lavoratori in tre anni (verso Energia, Digitale e Trasporti), in incremento rispetto all’ultimo incontro. La delegazione sindacale, apprezzando, ha invitato l’azienda ad un’ulteriore sforzo teso ad individuare altre posizioni riconvertibili. Sul capitolo NASpI, l’azienda ha dichiarato per il 2019 l’obiettivo di 157 uscite incentivate e volontarie, riservandosi di definire gli importi successivamente; la delegazione sindacale ha ribadito la richiesta economica negoziata nell’ultima procedura (ex Wind). Latenti difficoltà di gestione si prospettano in tema di ammortizzatori sociali (CdS), con Sirti che intende 'confinare' l’utilizzo all’interno delle aree maggiormente impattate (Telco e Staff supply chain), mentre la delegazione sindacale chiede la maggiore estensione solidale, al fine di ridurre l’impatto economico sul singolo lavoratore" dichiarano i sindacalisti.

"In tema di produttività, finalmente, l’azienda ha accolto la richiesta di sospensione dell’incentivazione unilaterale, in luogo dell’apertura di un tavolo di confronto che dovrà realizzarsi dopo la conclusione della vertenza, con l’obiettivo di giungere ad un’intesa condivisa e collettiva. Infine, molto dibattuta la tematica inerente i sub-appalti, con l’esposizione di dati afferenti le macro aree geografiche per quanto riguarda le attività di Assurance e Delivery, maggiormente impattate dalla procedura. La delegazione sindacale ha chiesto un’ulteriore approfondimento a livello territoriale, al fine di una mappatura di tutte le attività di sub appalto in essere; dirimente per il raggiungimento dell’intesa è la progressiva riduzione del sub-appalto, con conseguenti ulteriori riconversioni interne. A fronte di indubbi passi avanti (riconversioni e sospensione degli incentivi unilaterali) abbiamo registrato altrettanti problemi (assetti occupazionali a regime e CdS), nonché una difficoltà ad entrare concretamente nel vivo della trattativa" chiosano dal saindacato.

"Pertanto, vincolati dal termine dei primi 45 giorni di procedura (6 aprile), abbiamo concordato la programmazione di ulteriori due giornate, giovedì 4 e venerdi 5 aprile, con l’obiettivo di negoziare a fondo gli aspetti inerenti NASpI, riconversione e CdS, in modo da approdare alla sede istituzionale con posizioni potenzialmente più avanzate. A sostegno del confronto in corso è confermato lo stato di agitazione in essere" concludono i sindacalisti.

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