Prosecco: «Prezzi destinati a crollare per incentivi esagerati e sovrapproduzione»

Andrea Zanoni, consigliere regionale del PD, commenta la promessa, ribadita per l’ennesima volta ma finora mai mantenuta, dello stop alle autorizzazioni di nuove vigne fatta da Zaia nei giorni scorsi

Le colline del prosecco

«Dopo aver drogato la produzione vitivinicola con contributi pubblici per centinaia di migliaia di euro, improvvisamente Zaia si rende conto dei pericoli sia ambientali che economici e lancia un allarme fuori tempo massimo. La coerenza non è certo il punto di forza del governatore, le cui politiche agricole sono una calamità per questo settore: con l’entrata in produzione dei vitigni datati 2017 in poi, che rischiano di diventare una bomba a orologeria, il mercato potrebbe concretamente scoppiare, con crollo verticale dei prezzi e gravi conseguenze soprattutto per i viticoltori più piccoli. Senza considerare le minacce dei dazi di Trump e le turbolenze legate alla Brexit». È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico commentando la promessa, ribadita per l’ennesima volta ma finora mai mantenuta, dello stop alle autorizzazioni di nuove vigne fatta da Zaia nei giorni scorsi alla Fiera dell’agricoltura a Gorgo del Monticano. 

«La Regione ha incoraggiato all’inverosimile la corsa al Prosecco, spianando la strada alla monocoltura dell’uva glera; nei giorni scorsi l’assessore Pan ha evidenziato soddisfatto il sostegno alle produzioni e alla promozione da parte della Giunta Zaia, con ben 600 milioni investiti nella filiera -sottolinea l’esponente democratico trevigiano, che sui numeri forniti dall’assessore all’Agricoltura ha presentato un’interrogazione- In dieci anni il numero di bottiglie prodotte è triplicato e questo ha già provocato uno sfruttamento del territorio con pesanti danni al paesaggio e all’ambiente, condannando la biodiversità veneta: sbancamenti di colline con la scomparsa di decine e decine di ettari di boschi e prati stabili, addirittura nelle aree di Rete Natura 2000 come il Montello, inquinamento delle falde e dei corsi d’acqua a causa dell’aumento dell’uso di pesticidi e degli sversamenti illegali dei reflui. Zaia reciti il mea culpa e riconosca il disastro di cui è responsabile. Il pianeta brucia, dall’Amazzonia alla Siberia, dalla Groenlandia alle Canarie: gli alberi andrebbero difesi con unghie e denti e non distrutti a decine di ettari per volta. Anche perché il Veneto ha già pagato un conto salatissimo con l’uragano Vaia dello scorso autunno, che ha raso al suolo 28mila ettari di foresta”, ricorda Zanoni che poi attacca l’assessore Bottacin tornando sul caso del nuovo vigneto a Premaor di Miane, nella ‘core zone’ dell’area riconosciuta patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, con ennesimo disboscamento. “Zaia ha dichiarato che non darà più autorizzazioni, ammettendo dunque implicitamente che la responsabilità per il disboscamento è della Regione. Chissà che finalmente l’assessore Bottacin non si arrenda all’evidenza, smettendo di nascondersi dietro i funzionari della Giunta regionale che hanno materialmente firmato l’atto».

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