«Creare un’Europa federale dei popoli e non un’unione di stati sovrani e sovranisti»

La lettera di Pasquale Scarcia, segretario del Partito Democratico del circolo di Villorba

L'incontro del PD villorbese

Sabato 18 maggio 2019 abbiamo organizzato un incontro pubblico durante il quale il Prof. Giovanni Tonella del Partito Democratico di Treviso e Antonio Silvio Calo’ candidato al Parlamento Europeo per il Partito Democratico hanno affrontato il tema dell’Europa. L’impianto del dibattito è stato volutamente orientato alla premessa storica del prof. Tonella che ci ha illustrato le ragioni storiche del progetto di Europa Unita iniziata da De Gasperi Schuman e Adenauer, ritenuti i padri fondatori dell’Europa che oggi conosciamo. Risulta evidente che l’idea parte da esponenti politici che credevano in un percorso di pace dopo le tragedie delle due guerre mondiali, nel tentativo di eliminare gli spiriti nazionalistici che erano stati portatori di conflitti e di odio tra i popoli europei. Dopo il primo passo con il Trattato di Roma del 1957 che ha delineato il passaggio dalla CECA alla CEE e con il trattato di Lisbona che ha costituito l’Unione Europea che oggi conosciamo, il percorso politico di costruzione di un’Europa federale è stato lungo e tortuoso. La strada da percorrere è quella di creare un’Europa federale dei popoli e non un’unione di stati sovrani e sovranisti che continuano a presentarsi nello scenario europeo con l’obiettivo di difendere gli interessi nazionali, piuttosto di creare e sviluppare gli interessi comuni per rafforzare il ruolo europeo all’interno di un mondo oramai globalizzato.

Le nuove generazioni sono e si sentono oramai cittadini europei che vivono in stati appartenenti all’Europa e le spinte dei cittadini sono rivolte all’avvicinamento dell’amministrazione locale e del riferimento alla federazione europea – si vedano le spinte autonomiste catalane e delle varie regioni italiane che chiedono autonomia regionale nell’ottica di un’appartenenza all’Europa. L’Unione Europea, come soggetto unitario politico ed economico, è in verità l’unico soggetto in grado di rispondere alla sfida della globalizzazione. Solo un’azione europea comune potrebbe dare impulso alla competitività internazionale del vecchio continente e far cogliere appieno le opportunità di sviluppo offerte dai nuovi mercati. Tutto questo porta a dire che l’Europa, fuoriuscita dagli accordi di Lisbona, è “oggetto” della globalizzazione e non ancora un “soggetto” capace di reagire ad essa in modo efficace. Ulteriori mancanze dell’Europa come entità unica possono essere indicate in altri campi quale l’immigrazione, la difesa dell’ambiente, politica dell’energia comune, la politica estera e la sicurezza.

Tutti questi esempi sono volti a illustrare come le mancanze dell’Unione siano in verità mancanza di unione e come questa consista di una cosa molto semplice: la duplice incapacità di decidere e di mettere in opera le decisioni. Decidere in una unione significa scegliere una linea d’azione unitaria, componendo o superando le diversità o addirittura le divergenze di opinione sul da farsi. L’esigenza di unione nasce in ogni gruppo umano, dall’interdipendenza che esiste tra i membri del gruppo, dal fatto che nessuno può raggiungere il proprio fine senza il concorso degli altri. Questo è la cosa comune: non l’accordo ma la dipendenza reciproca anche nel disaccordo. La lettura di questo scenario porta a dire che non è l’Europa a costituire il problema, è la mancanza di Europa; è l’incapacità dell’Unione di prendere decisioni e di metterle in atto che aggrava i problemi delle società dei paesi dell’Europa. L’unica risposta efficace è: colmare la mancanza d’Europa, sancire l’uso del metodo maggioritario, assicurare i mezzi necessari per mettere in atto le decisioni. La cura altro non è che la scelta di un modello federale, quello che crea un effettivo potere di decidere e di agire a un livello superiore a quello degli stati membri, per le materie che gli stati non sono più in grado di affrontare da soli. Il modello federale come confronto e mediazione tra Europa, Stato Nazione e Governo locale. L’Europa oltre a convincere le menti, deve riconquistare gli animi.

Il Prof. Calò ci ha poi illustrato la sua posizione di candidato al Parlamento Europeo, con la ferma volontà di lottare contro le tendenze sovraniste e di lavorare assiduamente per il disgelo dei temi quali immigrazione, lavoro per i giovani e diritti per le donne. Un esempio che ha portato riguarda la problematica delle giovani donne che si affacciano al mercato del lavoro. Brillanti studenti che poi trovano un grosso ostacolo allo sviluppo della carriera lavorativa, alla domanda posta “lei desidera avere figli?”. Calò ribadisce la sua ferma intenzione di lottare affinché questa domanda sia bandita, vietata, e che le giovani donne possano avere una carriera lavorativa aldilà delle scelta di vita privata e familiare. La vera opportunità delle nuove generazioni in un mercato del lavoro europeo e globalizzato restano la speranza di realizzazione per i nostri figli, nel percorso della loro vita in una prospettiva di miglioramento delle proprie condizioni; costruire un futuro e mettere in gioco le loro potenzialità per vivere la loro vita. Per noi del Circolo di Villorba del Partito Democratico e per il Coordinamento dei Circoli di Treviso Nord, oggi come allora, la bussola dev’essere indirizzata verso la costruzione di un’Europa unita e completare il percorso di federalismo europeo e di democrazia. Non si capisce affatto il tentativo di spiegare – messo in atto dalle forze antieuropee e sovraniste – che più sovranismo vuol dire una migliore Europa. Questo teorema è facilmente smantellato dalla vita reale, dove si chiede e si cerca più Europa, un’Europa migliore e un’Europa più moderna, in grado di affrontare le sfide competitive con le aree del mondo dove si sono oramai trasferiti i capitali e il lavoro. Non posso accettare una proposta di sovranismo che riporti l’Europa alle dogane e ai visti di accesso, che smantelli Schengen e che annulli tutte le vittorie frutto di tanto lavoro politico dal dopoguerra ad oggi. Per questo lavoriamo anche a livello locale, con un Partito Democratico di Villorba pronto alle future elezioni con un candidato sindaco già definito e con un’idea di comunità migliore di quella che ci presenta l’attuale amministrazione comunale.

Il segretario di circolo del PD di Villorba
Scarcia Pasquale

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