Sfogo contro Zaia e il Prefetto: Villorba revoca la nomina all'assessore Barbisan

Il sindaco Marco Serena ha sollevato dalle deleghe al bilancio l'assessore comunale tesserata con la Lega per le sue frasi pubblicate sui social nei giorni scorsi

Silvia Barbisan (Foto d'archivio tratta da Facebook)

«Chi è quel mentecatto che ha deciso che non posso comprarmi un paio di calze?» Iniziava con queste parole il duro sfogo pubblicato martedì 7 aprile, sul profilo Facebook di Silvia Barbisan, assessore del Comune di Villorba.

Questa mattina, giovedì 9 aprile, il sindaco Marco Serena ha deciso di revocarle la nomina di assessore con deleghe al Bilancio. La decisione era stata presa già ieri dal sindaco in un incontro telefonico privato avuto con l'ormai ex assessore comunale. Il primo cittadino di Villorba ha precisato che: «Le dichiarazioni pubblicate da Silvia Barbisan nei giorni scorsi sono inaccettabili, considerando soprattutto il momento di difficoltà che stiamo vivendo legato all'emergenza Coronavirus. Non mi aspettavo simili dichiarazioni in un momento del genere. L'assessore è andata contro tutta la linea intrapresa finora dal nostro Comune - ha aggiunto Serena -. Ho informato della mia decisione anche il Governatore Zaia scusandomi per le dichiarazioni pubblicate su Facebook dall'assessore. In qualità di amministratori pubblici dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio. Silvia Barbisan non ha capito la particolarità del momento creando una polemica di cui non c'era alcun bisogno. Il problema non sono le calze ma il messaggio che arriva ai cittadini» ha concluso il sindaco. Sarà proprio Serena a prendere in carica le deleghe al Bilancio lasciate libere dall'assessore Barbisan. 

Nel post diffuso sui social, l'ex assessore era stata durissima scrivendo: «L'ebete di Conte con i suoi Dpcm, il genio immaginifico di Zaia con un decreto ancor più restrittivo per far vedere che è il più bravo di tutti, o la servitrice della patria tal prefetto di Treviso che ha dato una sua interpretazione non autentica del decreto?» L'assessore non ha gradito le misure restrittive degli ultimi decreti ma le sue parole hanno sollevato un vero e proprio caso politico all'interno della Lega trevigiana che ora starebbe valutando l'ipotesi di sospenderla dal partito. Barbisan è tesserata alla Lega come sostenitrice e non come militante, fattore che potrebbe risparmiarle l'espulsione dal partito. Sorella del consigliere regionale Riccardo Barbisan e avvocato con studio a Treviso, l'assessore Barbisan è finita al centro di dure critiche da parte sia dei rivali politici che degli stessi membri della Lega. Parole gravissime in un momento di grande sofferenza.

Il commento di Coalizione Civica

«Nel caso Barbisan i leghisti hanno improvvisamente riscoperto il rispetto delle istituzioni, il senso della misura negli attacchi agli avversari politici, la correttezza del linguaggio nella polemica politica? Sarebbe una bella novità, ma purtroppo non è così - commenta Luigi Calesso - Il post in cui l’ormai ex-assessore di Villorba attaccava il Presidente del Consiglio, il Presidente della Regione e il Prefetto di Treviso ha rappresentato un problema per la dirigenza leghista unicamente perché integra il reato di “lesa maestà” nei confronti di Zaia. Perché sarebbe così? Perché, ad esempio, non ha scatenato nessuna reazione il post in cui il Sindaco Serena (siamo sempre a Villorba) non molti giorni fa, riferendosi al Presidente del Consiglio Conte, parlava di “duci o ducetti” (allegato screen shot). Certo un post non paragonabile a quello dell’assessore Barbisan ma certo non esattamente una prova di rispetto nei confronti delle istituzioni. Se quel post non ha scatenato nessuna reazione da parte della dirigenza leghista è perché a essere attaccato era un avversario politico che, nella prassi della Lega, può essere oggetto di qualsiasi livello di polemica. Per non parlare dei prefetti che i leghisti sono sempre stati abituati ad attaccare senza nessun riguardo, in particolare quando imponevano l’accoglienza dei richiedenti asilo. L’errore fatale dell’assessore Barbisan - conclude Calesso - è stato quello di attaccare il Presidente Zaia: non lo avesse fatto dalla Lega le sarebbe arrivata, con ogni probabilità, una medaglia, non certo l’ostracismo ipocrita di chi si straccia le vesti per attacchi politici sopra le righe solo quando ne è vittima un compagno di partito».

Il post pubblicato su Facebook

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